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  • Pescatori per il Parco Nazionale del Locarnese

    08.06

    Gli oppositori al Parco Nazionale del Locarnese affermano che con il Parco non si potrà più andare a pescare. La verità è che la pesca sarà vietata soltanto nelle zone centrali, in cui vi sono solo pochi riali, per di più non pescosi, e dove non si trova alcun laghetto alpino. I fiumi e i riali ricchi di pesce si trovano infatti con qualche eccezione, ad esempio una parte molto limitata delle gole dell’Isorno, nella zona periferica, zona in cui si continuerà a pescare come finora. Va poi anche sottolineato che laddove sulla cartina del Parco un riale o un fiume è indicato come confine di una zona centrale, ciò non significa che il confine passa in mezzo al corso d’acqua, ma che passa a 20 metri dalla riva, se è un fiume, e 10 metri, se si tratta di un riale, quindi che in quel corso d’acqua si può pescare .

    Va poi precisato che le poche zone pescose sottoposte al divieto di pesca dal Parco, ad esempio quella piccola parte delle gole dell’Isorno di cui sopra, hanno una funzione molto importante per noi pescatori, perché sono zone riproduttive naturale per i pesci autoctoni, in particolare per la trota Fario. In queste zone si potrà comunque procedere a delle catture di trote per la “spremitura”, ossia per l’estrazione di uova e sperma dei pesci per ripopolare altri corsi d’acqua.

    Queste disposizioni favorevoli ai pescatori sono state raggiunte grazie alla stretta collaborazione delle società di pesca interessate dal territorio del futuro parco con i comuni promotori dello stesso. Questa collaborazione ha permesso di tener conto degli interessi dei pescatori nell’ubicazione delle zone centrali del parco. Così anche la Federazione Ticinese di pesca (FTAP) ha fatto le proprie osservazioni e non si è opposta al progetto di PNL.

    Dal Parco i pescatori si aspettano anche un aiuto per limitare i prelievi d’acqua nei nostri fiumi e riali, prelievi che in questi ultimi decenni ne hanno ridotto parecchi in tristi rigagnoli, poco adatti alla proliferazione della nostra preziosa fauna ittica. Un altro aiuto molto utile il parco ce lo potrà dare nell’ambito dei diversi progetti di rinaturazione dei fiumi e dei torrenti nella zona periferica del parco. Questi progetti sono particolarmente importanti per noi pescatori perché, ripristinando gli ecosistemi naturali o seminaturali, si permette a termine alla nostra fauna ittica di riprodursi in modo naturale, trovando una possibile alternativa ai ripopolamenti con materiale ittico proveniente dagli stabilimenti riproduttivi. Sappiamo infatti che gli avannotti, allevati nelle nostre pescicolture e immessi in seguito nei corsi d’acqua, sono meno abituati alla forte selezione naturale rispetto a quelli nati in natura. Infine il parco potrà sostenere la pesca anche nelle azioni di monitoraggio della fauna ittica dei nostri corsi d’acqua, azioni particolarmente importanti per essere sempre aggiornati sullo stato salute dei nostri fiumi e dei nostri torrenti, e per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità.

    Per noi pescatori, al di là delle ricadute economiche del Parco, che saranno senza dubbio importanti per tutti coloro che vivono nelle nostre valli periferiche, la protezione della natura che ci propone il parco rispetta il nostro principale obiettivo: quello di avere corsi d’acqua sani e con una ricca fauna ittica.

    Per i “Pescatori per il Parco”, si firmano:

    Bruno Candolfi, Ewan Freddi, Angela Gisler, Claudio Jelmoni, Saverio Martinoni, Flavio Sassi, Vasco Terribilini, Venanzio Terribilini, Madian Vittori, Aurelio Zanoli

     

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  • “Tre pittrici a Brissago” Un tuffo nel Locarnese del secolo scorso

    05.06

    Tre pittrici, tre sguardi sulla Brissago del secolo scorso e i suoi abitanti. È questo il fil rouge della mostra “Tre pittrici a Brissago” che sarà inaugurata il prossimo 23 giugno nella Galleria Amici dell’Arte e a Palazzo Branca-Baccalà di Brissago. Curata da Guido Magnaguagno, l’esposizione è sostenuta dal Comune e dal Candidato Parco nazionale del Locarnese e resterà allestita fino all’11 agosto.

    Elsa Moeschlin-Hammar, Gustava Iselin-Haeger e Faustina Iselin, sono loro le tre pittrici che nella Galleria Amici dell’Arte e al Palazzo Branca_Baccalà di Brissago ci raccontano della Brissago della prima metà del Novecento. Testimonianze piene di vita di un nostro passato non troppo lontano, le loro opere raccontano la storia di tre donne che cercano, attraverso il disegno e la pittura, di capire non solo le bellezze della natura e degli insediamenti umani del Locarnese, ma anche la sensibilità della gente di paese.

    La prima a scoprire Brissago è Elsa Moeschlin-Hammar (1879–1950). Svedese d’origine, col suo marito Felix Moeschlin, geologo e scrittore basilese, decide nel 1931 di acquistare un piccolo rustico sopra Incella. Più tardi la coppia va a stabilirsi definitivamente a Co di Campo, vicino al confine.

    Anche il chirurgo Hans Iselin, concittadino ed amico di Felix Moeschlin, acquista dei terreni sopra Incella e sogna di far rivivere la sofferente agricoltura di montagna. Per sua moglie, Gustava Iselin-Haeger (1878–1962), nata a Berlino e discepola di Max Liebermann, il disegno è passione di vita. Ogni volta che passa a Brissago, la sua matita trasformerà le sue impressioni in immagini delicate. Anche sua figlia, Faustina Iselin (1915–2010), si appassiona fin da giovane per la pittura e svilupperà un suo caratteristico stile per esprimere l’amore per questa regione che condivide con Gustava ed Elsa.

    Curata da Guido Magnaguagno, l’esposizione “Tre pittrici a Brissago” è sostenuta dal Comune e dal Candidato Parco nazionale del Locarnese, sarà inaugurata il 23 giugno e rimarrà allestita nella Galleria Amici dell’Arte e a Palazzo Branca-Baccalà fino all’11 agosto. Orari di apertura: martedì – venerdì: 15-17.30, sabato: 10-13.

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  • Patriziati per il Parco Nazionale del Locarnese

    05.06

    I Patriziati, e per essi i loro organi esecutivi, sono stati tra i promotori del progetto di Parco Nazionale del Locarnese sin dall’inizio, nell’anno 2000; come tali essi hanno contribuito fattivamente alla “costruzione” del progetto con impegno e piena conoscenza di causa.

    Gli Uffici patriziali coinvolti - ai quali è stata rinnovata fiducia dai rispettivi cittadini patrizi con le elezioni del 2017 - sono composti da persone profondamente legate alla loro terra d’origine, che si impegnano per i rispettivi enti pubblici con senso di responsabilità e totale consapevolezza delle condizioni e delle realtà locali specifiche degli enti che amministrano.

    L’obiettivo fondamentale degli esecutivi patriziali è, oltre alla sana gestione del patrimonio ereditato dal passato, la promozione di tutto ciò che possa rafforzare lo spirito viciniale guardando al futuro, nell’interesse delle comunità degli originari che essi rappresentano e pure di tutti i domiciliati, in una fattiva sinergia con le autorità comunali e regionali.

    I princìpi iscritti nella Carta del Parco, attualmente in votazione negli 8 Comuni coinvolti, rientrano pienamente in questa linea di condotta politico-amministrativa: proprio per difendere e promuovere, in particolare, le residue attività agro-pastorali ed un equilibrato rapporto tra aree aperte e aree boschive del comprensorio interessato al progetto. Ciò sarà possibile grazie ai mezzi finanziari e alla consulenza che il Parco, se istituito, potrà mettere a disposizione degli enti pubblici ed anche dei privati.

    I qui sottoscritti Uffici patriziali ribadiscono che il modello proposto è quello, non restrittivo, di un Parco di nuova generazione, assai diverso da quello del Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, nato nel 1914 e soggetto a una legge specifica che ne fa un territorio caratterizzato dalla protezione integrale della natura. Oltre a voler difendere e valorizzare, evidentemente, il prezioso patrimonio naturalistico delle nostre regioni, dal lago Maggiore alle alte valli, il Parco del Locarnese ha come obiettivo fondamentale la difesa e la promozione dei valori culturali, paesaggistici, architettonici, economici e sociali delle popolazioni residenti. Lo dimostra proprio il fatto che soggetta a restrizioni sarà solo una porzione minoritaria del territorio del futuro Parco, già in gran parte privo di interventi e interessi umani: restrizioni che da parte degli oppositori si vogliono invece far passare come eccessive e addirittura letali per la vita attuale e futura degli abitanti delle nostre valli. Gli oppositori sembra misconoscano il progressivo stato di parziale abbandono e lo spopolamento delle alte valli del Locarnese, che si protraggono ormai da decenni. Tendenze che solo grazie ad un progetto come quello sul quale attualmente si discute potranno essere modificate.

    Occorre altresì rendersi conto che questo progetto è l’unico valido in un orizzonte vicino. Rifiutarlo significherebbe rimandare di qualche decennio una speranza di ripresa dei luoghi di cui parliamo in attesa di una nuova proposta: ma allora sarà probabilmente troppo tardi.

    Alla luce di quanto sopra i sottoscritti Uffici patriziali dichiarano e ribadiscono di sostenere pienamente il progetto di Parco Nazionale del Locarnese, del quale sono e saranno anche in futuro gestori attivi in collaborazione con i Comuni: ricordano pure che restano a disposizione di tutti i cittadini, patrizi e non, per qualsiasi informazione che si rendesse necessaria.

    Le Amministrazioni Patriziali di Bosco Gurin, Comologno, Onsernone, Borgnone, Palagnedra e Rasa, Intragna con Golino e Verdasio, Terre di Pedemonte con Auressio, Tegna, Ascona e Losone.

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  • Passeggiata incantata nelle Terre di Pedemonte

    04.06

    Dopo il successo dell’anno scorso, ritorna l’appuntamento con “La Magica notte delle lucciole”. Un evento nato dall’iniziativa di alcuni abitanti di Tegna che vogliono valorizzare, salvaguardare e far conoscere le bellezze del territorio in cui vivono, con il sostegno del Progetto Parco Nazionale del Locarnese, del Patriziato di Tegna, del Comune e del Gruppo Genitori delle Terre di Pedemonte. Ritrovo alle ore 21.00 al parco giochi di Tegna per andare a scoprire la danza dell’amore delle lucciole che in migliaia si riuniscono e emettono bagliori luminosi quando cala la notte. Durante la serata l’educatore ambientale Flavio Del Fante spiegherà ai presenti le specie presenti di questi coleotteri, di cosa si cibano, come si comportano e come vederli senza disturbarli, quando e perché incantano la notte con le loro lucine. Ciò a cui si assiste è infatti una vera e propria danza dell’amore: con l’arrivo della sera le lucciole maschio si alzano in volo facendo lampeggiare la luce del loro addome per richiamare l’attenzione delle femmine che, non potendo volare, rispondono con una luce ancora più intensa dal suolo; ecco perché diventa importante restare sul sentiero e non usare il flash per fotografarle: si evita di calpestare gli insetti e di intralciare la loro romantica comunicazione. Si giocherà anche con la luce quindi… non dimenticatevi una pila!

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  • Bellezze botaniche e geologiche, pubblicata una guida per Bosco Gurin

    03.06

    Sala comunale gremita per la presentazione di “Escursioni botaniche e geologiche nella regione di Bosco Gurin” tenutasi sabato scorso. È infatti questo il titolo della guida nata dalla collaborazione tra Museo Walserhaus e progetto Parco Nazionale del Locarnese che in una cinquantina di pagine propone 8 itinerari lungo i quali gli escursionisti potranno scoprire peculiarità della regione ancora poco conosciute.

    Si chiamano Fedele Airoldi, Gino e Ivano Sartori, e sono gli autori di “Escursioni botaniche e geologiche nella regione di Bosco Gurin”, una bella guida che evidenzia, nella rete di sentieri esistente, otto itinerari lungo i quali si possono scoprire bellezze della regione ancora poco conosciute. È questo infatti l’obbiettivo della pubblicazione presentata ufficialmente lo scorso sabato a Bosco Gurin davanti a una cinquantina di persone. “L’idea è partita nel 2015 e passo dopo passo, anche con il prezioso aiuto del Parco, siamo riusciti a darle corpo – spiega Ivano Sartori, Presidente dell’Associazione Walserhaus Gurin – Quelli selezionati sono un po’ i nostri sentieri preferiti, quelli che percorriamo per andare a vedere proprio le bellezze botaniche e geologiche che presentiamo. Una delle particolarità della guida è senza dubbio la cartina la cui base topografica è la carta Bosco-Gurin di Tobias Tomamichel (1947), dov’è presente l’indicazione dei toponimi in Ggurijnartitsch ripresi, così come indicati, anche nella descrizione degli itinerari”.

    Dopo l’introduzione ufficiale a cura di Ivano Sartori e di Tiziana Zaninelli, presidentessa del progetto Parco Nazionale del Locarnese, Fedele Airoldi e Gino Sartori hanno presentato nel dettaglio la guida che in una cinquantina di pagine dà delle nozioni di base su botanica e geologia mettendo poi in evidenza le peculiarità della regione nei vari sentieri selezionati.

    Tradotta anche in tedesco, “Escursioni botaniche e geologiche nella regione di Bosco Gurin” è in vendita al Museo Walserhaus di Bosco Gurin al prezzo di 18 franchi.

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  • Gli angoli nascosti di Brissago e le sue coste Riprendono le visite guidate settimanali

    28.05

    Al via la terza edizione delle gite culturali che svelano la storia e le curiosità di Brissago e delle sue coste: Piodina, Incella e Porta. Queste visite, promosse dal Comune e della Parrocchia di Brissago con il sostegno dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli e del Progetto Parco Nazionale del Locarnese, si terranno ogni giovedì dal 31 maggio all’11 ottobre. Le passeggiate sono gratuite e hanno una durata approssimativa di 2h30. Non è richiesta riservazione. Sono consigliate scarpe comode.

    Queste escursioni guidate – nate nel 2016 dall’iniziativa di alcuni abitanti del posto e sostenute dal Comune, dalla Parrocchia di Brissago, dall’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli e dal Progetto Parco Nazionale del Locarnese – offrono un’opportunità straordinaria di scoprire una Brissago raccontata da chi la conosce bene, di passeggiare tra le strette viuzze e i sottopassaggi che separano abitati medievali, palazzi settecenteschi e maestosi oratori; di visitare il Sacro Monte, la Madonna di Ponte e altri gioielli del patrimonio storico regionale e nazionale; di affacciarsi su un panorama mozzafiato del lago e di ammirare gli antichi affreschi celati in case private solitamente inaccessibili. Una Brissago che narra le storie delle grandi famiglie patrizie, dei famosi scrittori, cuochi e pittori che l’hanno abitata, e dove riposano Nella Martinetti e il giovane cameriere che, per sostituire un collega malato, partì e morì sul Titanic.

    Ogni giovedì verrà proposta la visita ad una frazione diversa cominciando da Piodina il 31 maggio, a cui seguiranno Costa d’Incella (7 giugno), Costa di Porta (14 giugno) e la visita al centro paese di Brissago (21 giugno) per poi ricominciare il ciclo fino a metà ottobre. Le escursioni sono gratuite e hanno una durata di circa 2h30. Sebbene le escursioni non implichino grandi sforzi fisici – si sale con il Minibus Linea 8 (biglietto a carico del partecipante; adulti 2.-, ragazzi dai 6 anni 1.- a corsa) e si cammina prevalentemente in discesa – sono consigliate scarpe comode. Una delle particolarità di questi appuntamenti è quella di non richiedere nessuna iscrizione anticipata: l’escursione avrà luogo ogni giovedì con ogni tempo e anche con un solo partecipante.

    Appuntamento quindi giovedì alla fermata del bus di Brissago Posta per partire alle 14.30 alla volta di Piodina!

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  • Parco: 5 milioni di fatti concreti a sostegno dell’auto-imprenditorialità

    27.05

    Oltre 5 milioni di investimenti sul territorio in, ad esempio, 21 km di sentieri e 350 ml di muri a secco ripristinati, 6 ha di prati recuperati, 231 attività didattiche svolte con le scuole, 34 visite guidate settimanali o su prenotazione promosse con enti e abitanti e 402 partner coinvolti. È stato presentato questa mattina ciò che le nuove risorse portate nella regione dal Candidato Parco Nazionale del Locarnese hanno già permesso di fare concretamente negli 8 Comuni coinvolti. 153 progetti pilota, proposti dalle comunità locali, che potrebbero moltiplicarsi con l’accettazione del Parco nella votazione del 10 giugno prossimo.

    Parlano 153 fatti concreti

    Sono oltre 5 milioni, gli investimenti che il Candidato Parco Nazionale del Locarnese ha già permesso di portare nella regione durante la sua sola fase di progettazione. Nuove risorse, povenienti da Cantone, Confederazione e privati, che hanno dato una boccata d’ossigeno ai piccoli promotori che le amministrazioni comunali e patriziali hanno coinvolto permettendo la realizzazione di 153 progetti a favore della comunità, all’infuori della gestione ordinaria del territorio. Questi 153 progetti, che potrebbero moltiplicarsi se il Parco sarà approvato dal voto della popolazione il 10 giugno prossimo, sono stati presentati oggi e si possono trovare pubblicati sul sito parconazionale.ch. Ad oggi, sono già 21 i chilometri di sentieri risistemati o riaperti con il sostegno del Parco, 350 i metri lineari di muri a secco ripristinati, 60'000 i metri quadrati di prati recuperati dall’abbandono, 231 le attività didattiche di mezza giornata svolte con le scuole locali, una quarantina le visite guidate settimanali o su prenotazione promosse con gli enti e abitanti.

    Come funzionano i progetti?  

    “Il Parco non si sostituisce ai promotori o alle politiche di sostegno già esistenti a livello cantonale o federale, come nel caso dell’agricoltura o dei fondi di promovimento regionale, ma li sostiene e li completa in quanto è un ente sussidiario. Vale a dire un facilitatore”, spiega la Direttrice di progetto Samantha Bourgoin. “A differenza di qualsiasi altro sponsor, il Parco mette a disposizione dei partner, le associazioni o i privati promotori, ma anche Patriziati e Comuni, un accompagnamento nella progettazione, nella raccolta fondi e nella promozione, oltre ad una parte del finanziamento diretto. È questo uno dei due valori aggiunti del Parco: fare le cose insieme, il quale incoraggia gli amministratori pubblici e gli abitanti a lanciarsi in nuove idee. Il Parco stimola la creatività e la microimprenditorialità. Si tratta di un approccio pratico che è stato da subito scelto dal Consiglio del Parco come strategia di sviluppo territoriale e del Parco stesso. Invece di immaginare questo nuovo tipo di Parco tra le mura di un ufficio, unicamente tra gli studi e le carte, Comuni e Patriziati hanno lanciato dei bandi di concorso per progetti pilota aperti a tutti, hanno accolto queste e altre iniziative degli attori locali e hanno lavorato con il territorio per poterne capire e tradurre le esigenze nel Parco migliore possibile. Oggi siamo fieri di questa scelta perché indipendentemente dall’esito delle urne, in questi anni abbiamo già lasciato tanto di positivo e concreto su questo territorio”, continua Bourgoin. “Il secondo valore aggiunto del Parco è poi quello di (ri)portare la gente e creare interesse: ristrutturare o rilanciare un ostello, investire nel miglioramento dei mezzi pubblici non è sostenibile a lungo termine, se non vi è alla base una strategia per attirare i possibii utenti. Nel nostro caso, è il label Parco Nazionale”. Mentre il progetto di Parco Nazionale del Locarnese è già in votazione nei suoi 8 Comuni, i lavori di valorizzazione del territorio proseguono nel segno della continuità e dello sviluppo sostenibile. Ecco alcuni esempi d’attualità.

    Aperta la seconda fase dei lavori di recupero sull’Alpe Corte Nuovo

    Nel luglio scorso, sull’Alpe Corte Nuovo, il Patriziato di Borgnone insieme con il Municipio di Centovalli e il Parco ha inaugurato il recupero del primo dei due rifugi presenti. Parte ora la raccolta fondi per la seconda fase dei lavori, che prevede la ristrutturazione e valorizzazione anche della vecchia stalla. “L’idea di recuperare i due stabili ormai in stato di abbandono c’era già da tempo, ma con il Parco il nostro piccolo Patriziato ha trovato le risorse umane e finanziarie per imbarcarsi in un’impresa simile”, spiega Mauro Fiscalini, membro dell’Ufficio Patriziale di Borgnone. “Il Parco ci ha fornito una consulenza nella progettazione e nella raccolta fondi, dandoci la possibilità di fare le cose insieme. È un valore importante, uno stimolo a guardare la realtà con un nuovo sguardo di speranza. Il Parco premia l’iniziativa locale, gli enti e le persone che si danno degli obiettivi”. Maggiori informazioni e la possibilità di contribuire al progetto su https://sites.google.com/site/patriziatodiborgnone/.

    Partita la progettazione del ponte tibetano tra Moneto e Palagnedra

    “Il progetto non risponde ad una moda, ma all’esigenza pratica di collegare due frazioni, tra cui il sentiero non è disponibile a causa di continui franamanenti”, così il Segretario comunale delle Centovalli Axel Benzonelli ha presentato il futuro ponte tibetano tra Moneto e Palagnedra. “Avrà una lunghezza di 330m e si isserà 150m sopra il letto del riale, persino di più del ponte Carasc a Monte Carasso. Sarà integrato nella rete escursionistica e nella rete delle offerte turistiche della nostra valle come un punto di attrazione positivo. La verifica della sua fattibilità non sarebbe stata possibile senza il Parco, poiché non è fra le priorità del Comune. Grazie all’accompagnamento del Parco, si è però potuta cominciare la progettazione preliminare, pensando anche a come risolvere insieme problemi comuni già esistenti come quello dell’accessibilità e dei parcheggi, ad esempio potenziando i mezzi di trasporto pubblici. Il Parco non sarà la panacea di tutti i mali, ma stimola la voglia di fare e di investire anche nelle zone periferiche”. 

    Inaugurato il Museo del legno a Cavigliano, aperto al pubblico con attività artigianali e didattiche

    È stato inaugurato sabato scorso a Cavigliano il primo Museo del legno in Ticino, che sarà da subito animato dalle attività artiginali e didattiche proposte dal tornitore Roberto Barboni con la moglie Michelle. Al centro dell’esposizione e delle attività vi è la filiera del legno legata alla nostra regione, da come lo si trova in natura fino alla sua lavorazione nel laboratorio di tornitura. “Il Parco non è solo una riserva naturale, ma uno strumento di marketing territoriale che ci aiuta a promuovere il nostro territorio e le nostre attività, sviluppando collaborazioni e sinergie”. Maggiori info: museolegno.ch. “Come quella di Roberto, sono tante le proposte che valorizzano i tesori della nostra regione e che permettono di andare a conoscerli”, aggiunge Samantha Bourgoin. “Sono più di una trentina le guide, enti o privati, che si sono annunciate al Parco per beneficiare di questa piattaforma di promozione, e che sono raggruppate in un prospetto disponibile in più lingue, anche visibile su parconazionale.ch o presso gli infopoints, alberghi e punti di ristoro dell’intera regione”. 

    Il prossimo appuntamento con un progetto pilota: la guida agli itinerari botanici e geologici

    di Bosco Gurin

    Sarà presentata sabato prossimo, il 2 giugno, la Guida ai nuovi itinerari botanici e geologici che si snodano attorno al villaggio di Bosco Gurin, finora conosciuto per le sue particolarità Walser. Oltre alle tipiche costruzioni in pietra e legno, alla lingua e alla cultura Walser, Bosco Gurin presenta ora anche un’interesse naturalistico oggi in parte inespresso. Con questa pubblicazione, curata dal Museo Walserhaus e sostenuta dal Parco, si intende dargli luce e proporre un modo differente per scoprire e visitare la regione, rilanciando la stagione estiva. La presentazione avrà luogo presso la Casa comunale alle ore 20.

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  • Si alza il sipario sul Museo del Legno

    23.05

    Appuntamento sabato a Cavigliano per l’inaugurazione del “Museo del Legno” nato da un progetto dell’artigiano Roberto Barboni che ha trasformato il fienile sopra il suo laboratorio in uno spazio didattico ed espositivo. Le quattro zone permettono al visitatore di entrare nell’affascinante mondo del legno e della sua lavorazione. Musica attività per bambini e golosità saranno il cuore della giornata che prenderà il via alle 11.

    È tutto pronto per l’inaugurazione del Museo del Legno a Cavigliano, una prima a livello ticinese nata dalle mani dell’artigiano e tornitore del legno Roberto Barboni e della moglie Michelle. Articolato in due fasi, il progetto ha visto prima concretizzarsi il laboratorio di tornitura dove Roberto Barboni produce oggetti di vero artigianato partendo soprattutto da legno locale e dove tiene corsi tecnici o ricreativi per i visitatori che hanno voglia di sperimentare in prima persona quest’antica arte.

    In un secondo momento l’artigiano ha messo mano al fienile sopra il laboratorio trasformandolo in uno spazio espositivo e didattico. Lo spazio è suddiviso in 4 zone: un angolo “etnografico” dove si scoprono oggetti, usi e costumi del passato locale legati al legno; una Xiloteca dove sono raccolte essenze locali e legni esotici; una mostra semi-permanente (stanziamento annuale) di opere artistiche lignee di tornitura e scultura e infine uno spazio dedicato alla vendita di oggetti d’artigianato locale relativi al legno come oggettistica, torniture tradizionali e artistiche, sgabelli impagliati ticinesi o cesti artigianali in nocciolo.

     

    “La congiunzione de “La Vecchia Torneria” e del “Museo del Legno” è il concepimento dell’idea di avere tutta la filiera del legno riunita in un sol luogo – spiega Roberto Barboni – Idealmente si può entrare in torneria con un tronco ed uscire con l’oggetto finito mentre negli spazi espositivi si possono ammirare curiosità di ieri, di oggi e di domani!”

    Sostenuto dall’ERLVM e promosso tra le attività del Candidato Parco Nazionale del Locarnese, il Museo del Legno è stato realizzato dallo stesso Roberto Barboni con l’aiuto della moglie Michelle. L’inaugurazione si terrà sabato 26 maggio a partire dalle 11. Dopo i discorsi ufficiali è previsto un rinfresco a base di prodotti locali. Durante il pomeriggio adulti e bambini potranno aggirarsi negli spazi del Museo e gustare qualche golosità grazie al punto ristoro. Per i più piccoli è anche prevista un’attività didattica.

    Maggiori informazioni sul museo e le sue attività si trovano sul sito ufficiale: www.museolegno.ch

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  • Giochi e curiosità sugli uccelli e “Il Bosco in una stanza” ad Ascona

    22.05

    Un’attività per le famiglie sul mondo degli uccelli vi aspetta sabato 26 maggio, tra le 14.00 alle 16.30, con l’Associazione Protezione Uccelli Selvatici (APUS): gioca a indovinare il loro canto e scopri tante curiosità del loro mondo. L’attività si terrà sul piazzale dell’autosilo di Ascona, dove da qualche giorno ha fatto capolino l’installazione “Il bosco in una stanza”. Avete già scoperto cosa c’è dentro?

    L’installazione “Il bosco in una stanza” fa tappa ad Ascona, sul piazzale dell’autosilo, dove è aperto al pubblico tutti i giorni. Basta infilare la testa in uno dei buchi sul fondo per scoprire che dentro si nasconde… la magia del bosco! Oltre a sorprendere, emozionare e divertire, questa installazione ha lo scopo di promuovere le attività di educazione ambientale per i bambini, e questo sabato sarà l’Associazione Protezione Uccelli Selvatici (APUS) che proporrà giochi e curiosità sul mondo degli uccelli. “La nostra associazione si dedica alla protezione, soccorso e riabilitazione degli uccelli selvatici in tutto il Cantone, ma per noi è anche molto importante il lavoro di divulgazione e sensibilizzazione sulla vita degli uccelli del nostro territorio, come prevenire certe problematiche, come reagire se si trova un uccello in difficoltà e così via” spiega Célia Dias, presidente di APUS. “In questo senso il futuro Parco Nazionale del Locarnese è una grande opportunità per i progetti come il nostro. Sentiamo che c’è un’attenzione su quello che viene fatto nella regione e ci dà una spinta e un sostegno. Non per forza finanziario, ma anche a livello di divulgazione delle attività che noi non avremmo i mezzi per fare”.

    Quindi non dimenticate di fare un salto sul piazzale dell’autosilo di Ascona sabato 26 maggio tra le ore 14.00 e le 16.30 per giocare con il canto degli uccelli e imparare un po’ di più sul loro mondo affascinante. E, per chi non l’avesse ancora fatto, scoprite cosa si nasconde nel “Bosco in una stanza”!

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  • Una cena a luci spente che unisce gusto e integrazione nel Parco

    21.05

    È già possibile iscriversi ai prossimi due appuntamenti con la Cena al buio proposta il primo e il 2 giugno nella Casa Schira di Loco in collaborazione con Inclusion Handicap e il Candidato Parco Nazionale del Locarnese. A partire dalle 19.00, di golosità in golosità, i partecipanti potranno riscoprire i propri sensi e nello stesso tempo conoscere il mondo delle persone cieche e ipovedenti.

    Anche nel Candidato Parco Nazionale del Locarnese si può vivere un’esperienza di sensibilizzazione, integrazione e reinserimento professionale grazie alle “Cene al buio” proposte nella Casa Schira di Loco. Accompagnati da personale non vedente e avvolti nel buio più completo creato proprio per l’occasione, i partecipanti avranno la possibilità di riscoprire il gusto, l’olfatto, il tatto e anche l’udito condividendo di piatto in piatto un menu a sorpresa preparato con prodotti locali dalle abili mani di Thomas Lucas.

    Il prossimo appuntamento con la Cena al buio è per il primo e 2 giugno. Il menu comprende un aperitivo con stuzzichini, un primo e un secondo piatto, un dessert, vino e caffè. Il costo è di Fr. 85. p.p. Le iscrizioni sono obbligatorie e devono essere inoltrate entro il lunedì precedente la cena a Thomas Lucas – 079 822 56 34 – cenaalbuio@bluewin.ch.

    Ricordiamo che le cene al buio sono organizzate in collaborazione con Inclusion Handicap e il Candidato Parco Nazionale del Locarnese con il sostegno dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità nell’ambito del progetto “Il bosco nero”.

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  • Ripresi i lavori di ristrutturazione sull’Alpe di Porcaresc

    17.05

    Mentre negli otto comuni promotori del Candidato Parco nazionale del Locarnese si è iniziato a votare, continuano i lavori per portare a termine i progetti in corso. In Valle di Vergeletto sono infatti ripresi questa settimana i lavori di ristrutturazione sull’Alpe di Porcaresc.

    Se da una parte il Parco lavora per salvaguardare la dinamica evolutiva del bosco e della biodiversità racchiusa al suo interno; dall’altra ha a cuore che il suo territorio sia e continui ad essere vissuto, ecco perché anche in zona centrale sono garantite le attiivtà agricole a gestione tradizionale e gli alpeggi come quello di Porcaresc in Valle di Vergeletto, oggetto nell’ultimo anno di un importante intervento di riqualifica i cui lavori sono ripresi questa settimana dopo la pausa invernale.

    “Purtroppo la neve non ci ha permesso di iniziare prima ma ad ogni modo si prevede che per inizio stagione (10/15 giugno ) stabile, alloggio e caseificio saranno pronti”, spiega Tarcisio Terribilini, presidente del patriziato generale d’Onsernone che per garantire la continuità dell’attività agricola ha promosso un progetto di valorizzazione gestionale, paesaggistica e naturalistica dell’Alpe. “Era necessario mettere a norma gli stabili separando il caseificio dall’area abitativa. Molto è già stato fatto, come la sistemazione dell’alloggio del personale dell’alpe e il taglio degli alberi lungo il tracciato della nuova teleferica. Adesso si tratta di mettere mano all’abitazione del gestore, ai tetti degli altri stabili presenti e ai sentieri d'accesso all'area pascoli. Senza dimenticare la teleferica e l’acquedotto”, spiega Terribilini che nel Parco ha trovato, ricorda, "un sostegno tecnico-amministrativo che ci ha semplificato la vita, in particolar modo nella ricerca fondi presso diverse fondazioni!”. A beneficiare direttamente della ristrutturazione saranno Damiano e Nadia Matasci dell'Azienda agricola La Penagia che da anni caricano l'Alpe con mucche, capre e asini. “A loro va un sentito ringraziamento – conclude Tarcisio Terribilini – perché malgrado il disturbo causato dal cantiere, hanno gestito l’Alpe in modo ottimale!”.

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  • Il Parco investe nella mobilità sostenibile - 2 nuovi TaxiAlpini!

    16.05

    Dove non arriva il trasporto pubblico arriva il Taxi Alpino! Per agevolare gli spostamenti di chi visita il territorio, il progetto Parco Nazionale del Locarnese promuove e sostiene questo tipo di offerta in linea con il concetto di mobilità sostenibile. Ad oggi sono due i punti di riferimento in questo senso nel perimetro del Parco: Prato Taxi di Brissago e Taxi Alpino 100 tornichée a Palagnedra.

    Dove c’è un Parco, c’è anche la promozione della mobilità sostenibile attraverso l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. Non fa eccezione il Progetto Parco Nazionale del Locarnese che nel corso degli ultimi anni ha incentivato la creazione di un servizio di Taxi Alpino nel suo comprensorio, con il duplice obbiettivo di proporre, da una parte, un mezzo di spostamento al di fuori delle fasce orarie del trasporto pubblico o nelle zone periferiche non servite da quest’ultimo (per es. il villaggio di Bordei); dall’altra un veicolo da usare a sostegno di gite, escursioni e trekking nel Parco, sia per il trasporto di passeggeri sia per il trasporto di bagagli come nel caso del Trekking dei Fiori che dalle Isole di Brissago va di tappa in tappa fino a Bosco Gurin. Nel territorio del Candidato parco Nazionale del Locarnese sono al momento due le persone attive sul Taxi Alpino, progetto consolidato a livello svizzero sin dal 1996 (www.taxialpino.ch).

    Brissago

    Il primo è Taxi Prato di Brissago, realtà presente sul territorio da quasi 80 anni che propone diversi diversi mezzi di trasporto. Dal taxi al mini bus, può portare fino a 20 persone con una spesa che oscilla dai 40 ai 100 franchi per viaggio. “Chi è interessato può prenotare sia per mail sia per telefono. Quando si tratta di gruppi, il mio consiglio è di non aspettare l’ultimo minuto ma di organizzarsi con qualche giorno d’anticipo”, spiega il titolare Claudio Prato che invita gli interessati a visitare il sito: pratotaximinibus.ch per ottenere più informazioni. Telefono: +4179 331 33 33.

    Centovalli

    Il secondo è a Palagnedra. Con il nome di Taxi Alpino 100 tornichée è gestito da Manuela Mazzi gerente dell’Ostello comunale: “Da anni mi occupavo di trasportare le valigie degli ospiti dell'ostello ma non essendo tassista non potevo fare lo stesso con le persone. Quando è uscito il bando del Parco sul Taxi Alpino è stata l'occasione per fare il passo. Insomma è anche grazie al suo sostegno se oggi ho la patente professionale e posso trasportare sul mio furgoncino, in gran parte autofinanziato, fino a otto persone! Ci tengo solo a sottolineare che garantisco il trasporto principalmente su riservazione”. Per informazioni: + 41 79 785 04 86.

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  • Appuntamento alle urne con il Parco Nazionale del Locarnese Tutto pronto per la votazione!

    14.05

    Urne aperte negli otto Comuni del Candidato Parco Nazionale del Locarnese, i cui abitanti stanno ricevendo il materiale di voto proprio in questi giorni. Oggi Presidente e Vice-Presidente del Consiglio del Parco hanno presentato ufficialmente i documenti su cui la popolazione sarà chiamata ad esprimersi. L’occasione per il Vice-Presidente e Sindaco di Onsernone Cristiano Terribilini, di sottolineare che “questo è un progetto valido, concreto, costruito dal basso sulle esigenze del territorio e assolutamente democratico. Di fatto è il primo Parco Nazionale al mondo che verrà votato dalla popolazione”.

    I Comuni mettono in votazione la Carta del Parco

    Grazie ad un ampio processo partecipativo e al coinvolgimento di enti, associazioni e privati tramite incontri, serate e sportelli informativi, sono una trentina le osservazioni ricevute dai Comuni promotori del Parco nell’ambito della consultazione pubblica della Carta del Parco tra il 10 ottobre e ll’11 dicembre 2017. Poche, tutto sommato, e accolte ben nella misura dei 2/3 a conferma della bontà del progetto e del grande lavoro di coinvolgimento del territorio già fatto in precedenza da Comuni e Patriziati durante gli anni di pianificazione. In questo periodo, grazie anche all’esperienza maturata dagli oltre 150 progetti pilota realizzati a favore del paesaggio, l’economia, la mobilità, la ricerca, etc., i nostri enti hanno interpretato le esigenze della popolazione che sono chiamati a rappresentare e le hanno fatte confluire nella Carta. È questo un primo aspetto che ha tenuto a sottolineare Terribilini: “Abbiamo impiegato anni per la fase di progettazione. Tutti gli interessati hanno potuto partecipare a questo processo democratico: le associazioni di categoria, i cacciatori, gli agricoltori, i pescatori, il club alpino… Poi siamo arrivati alla fase della consultazione. Grazie alle osservazioni raccolte dagli abitanti e attori locali, la Carta del Parco è stata ulteriormente affinata e migliorata. Adesso siamo entrati nella fase di votazione, come mai era successo per un Parco Nazionale”. La Carta del Parco, se accettata in votazione, sarà l’unico documento vincolante per il Parco.

    Il Cantone completa la Carta del Parco con gli strumenti pianificatori necessari

    Da parte sua, dopo averli messi in consultazione parallelamente alla Carta del Parco, anche il Cantone pubblica oggi i due strumenti pianificatori necessari alla realizzazione del Parco. Si tratta della scheda di Piano Direttore e del Piano di utilizzazione cantonale per le zone centrali, che il Dipartimento del territorio ha messo a punto come da legge come garanzia territoriale del futuro Parco. Questi strumenti sono presentati per informazione durante la votazione, ma va ricordato entreranno in vigore per la durata di 10 anni unicamente se il Parco verrà accettato dalla popolazione per lo stesso lasso di tempo.

    La Confederazione firma l’accordo internazionale per la collaborazione nella Valle dei Bagni di Craveggia

    La revisione dell'Ordinanza federale sui parchi, pubblicata dopo revisione il 1 aprile 2018, permette a un Parco vicino alla frontiera di Stato, come il Parco Nazionale del Locarnese, di contare anche le superfici protette adiacenti, situate all’estero, tra i chiolometri quadrati di superfici protette necessarie a norma di legge per fare un Parco (art. 16.3bis). Nel nostro caso, grazie all’accordo di collaborazione firmato ieri tra il l’Ufficio federale dell’ambiente su incarico del Consiglio federale e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare italiano, sarà possibile conteggiare le zone protette in territorio della Valle dei Bagni, prolungamento naturale della Valle Onsernone (con lo stesso bacino imbrifero). Ogni Nazione sarà tuttavia responsabile della gestione della propria area protetta, sia dal profilo guridico che gestionale e finanziario. Insieme si potranno realizzare progetti di valorizzazione comuni a favore del territorio come accade oggi per esempio nell’ambito dei progetti interreg. “Soprattutto come Sindaco di Onsernone mi fa piacere presentare ufficialmente la firma dell’accordo tra Svizzera e Italia. In realtà si tratta solo della conferma formale di quanto già annunciato a febbraio dalla Confederazione”, dichiara Cristiano Terribilini. Ben inteso, anche la creazione di un’area protetta nella Valle dei Bagni di Craveggia è, come per gli strumenti pianificatori cantonali, subordinata all’esito positivo della votazione del Parco.

    Un Parco venuto dal basso

    “L’aspetto transfrontaliero è solo una delle diverse conquiste portate a casa nel corso di questi anni di dialogo con Cantone e Confederazione; una conquista che è parte integrante del nostro concetto di Parco venuto dal basso”, ha poi proseguito Terribilini. Ricordo che questo progetto è nato sì da un bando lanciato inizialmente da Pro Natura, ma l’iniziativa è stata a suo tempo presa dai Comuni del Locarnese e questo ancor prima che in Svizzera ci fosse la revisione della legge sulla protezione della natura e l’ordinanza che permette la creazione dei Parchi nazionali, arrivate solo nel 2007. Se da una parte siamo stati precursori, dall’altra abbiamo potuto, nel corso dei lavori, influenzare la stessa legge e ordinanza, al punto che oggi si parla di Parco antropico, cosa inizialmente non prevista”.

    La Confederazione dice che il Parco Nazionale del Locarnese è un buon progetto

    Nel webdossier pubblicato oggi sul proprio sito, dal titolo “Nuovo Parco Nazionale del Locarnese: la pianificazione è terminata”, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sostiene i Comuni e i Patriziati del Parco e la soluzione che hanno saputo trovare tra le varie esigenze del territorio, cioè la presenza dell’uomo con le sue attività da un lato, e la protezione della natura dall’altro lato. “Il Canton Ticino e l’UFAM sostengono la fase di avviamento e la creazione del Parco Nazionale dal punto di vista finanziario e a livello di consulenza”, si legge. L’UFAM, insieme al Cantone, assicura che i requisiti del Parco sono stati trasposti nei vari strumenti in modo valido e conforme, con esito positivo. Inoltre, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha già esaminato in via preliminare il Piano direttore cantonale, con esito positivo. “Ora esistono tutti i presupposti affinché la popolazione locale possa esprimersi con cognizione di causa sul progetto di Parco Nazionale”.

    La Svizzera è uno Stato di diritto

    “L’ultimo punto che vorrei evidenziare è una conseguenza di tutto quanto presentato oggi: è la garanzia dello Stato di diritto”, ha infine concluso Terribilini. “Non ci sono complotti o sotterfugi, non saranno cambiate le carte in tavola una volta votato il Parco. La Svizzera è uno Stato di diritto dove i primi a dover rispettare le leggi sono le istituzioni e gli enti pubblici. Le regole del Parco sono scritte nella Carta nero su bianco e saranno queste a fare testo per i primi dieci anni di gestione, nel caso di esito positivo della votazione”.

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  • Fiori e stelle protagonisti del fine settimana nel Parco

    06.05

    Sabato e domenica sono stati nel segno dei fiori selvatici e delle stelle per il Candidato Parco nazionale del Locarnese…

    Sabato con i fiori

    Ospite della manifestazione Giardini in Arte al Monte verità di Ascona, il Parco Nazionale del Locarnese ha infatti proposto un’incursione nel mondo dei fiori selvatici cuore di un progetto gestito dalla Pro Comino:

    “L’idea è riportare i fiori selvatici più vicini alla città, sui balconi, nei giardini e nelle aiuole, facendo in modo che siano di nuovo parte integrante delle nostre abitudini. In questo modo si favorisce una biodiversità utile ai nostri insetti, penso alle coccinelle, ai bombi, alle api…”, spiega Christian Pellanda, presidente della Pro Comino. “Lo sto sperimentando sul mio terrazzo, dove ogni giorno mi stupisco di ciò che i fiori attirano!”.

    Domenica con le stelle

    Una trentina di persone domenica sono invece andate alla scoperta delle alte Centovalli lungo lo Star Trekking. Il percorso miscela astronomia, archeologia, simbolismo e gastronomia e si sofferma su punti d’interesse e di ristoro presentandoli come le stelle di una costellazione. L’inaugurazione del sentiero è stata infatti l’occasione per collaudare il libretto/guida “Passeggiare tra le stelle delle Centovalli” curato da Vittorio Kellenberger.

    “I sentieri vivono solo se sono percorsi… e così i nostri villaggi - ci dice l’autore - Camminare è il modo migliore per conoscere un territorio e per apprezzarne le risorse naturalistiche, paesaggistiche e culturali. Percorrerne a piedi strade e sentieri significa entrare in contatto diretto con tutte le sue componenti”.

    La passeggiata si è conclusa con una tappa all’Atelier-Teatro a Camedo dove i presenti hanno potuto assistere alla presentazione fotografica dello Star trekking Centovalli gustando un aperitivo a base di prodotti locali.

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  • Passeggiata e visita ai lavori del Castelliere di Tegna - 12 maggio

    05.05

    Appuntamento sabato 12 maggio per una visita alle rovine del Castelliere sui Monti di Tegna, oggetto di una riqualifica sostenuta anche dal Progetto Parco nazionale del Locarnese, che ha permesso di ridare vita a questo sito archeologico unico nel suo genere. Il ritrovo è alle 11.00 davanti alle rovine facilmente raggiungibili a piedi da Tegna o da Ponte Brolla con una camminata di meno di un’ora. Per agevolare l’accesso alle persone con mobilità ridotta è previsto il volo in elicottero. L’iscrizione al volo è obbligatoria e va fatta entro il 4 maggio tramite mail: adriano.gila@bluewin.ch o tel.: 079 221 63 24. Dopo la visita si terrà uno spuntino offerto (iscrizione è gradita). In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a sabato 19 maggio (info al 1600). Per maggiori dettagli consultare il sito www.parconazionale.ch.

    Se un escursionista passava sul Monte Castello di Tegna due anni fa, avrebbe potuto osservare delle pietre nascoste tra l’erba folta, senza dubbio dei rimasugli di vecchie mura. Ma difficilmente avrebbe potuto intuire che non si trattava di una vecchia abitazione contadina distrutta qualche decennio prima, bensì di un sito archeologico di epoca romana che porta con sé tracce addirittura più antiche. “In pochi mesi di lavori il Castelliere è ritornato a splendere; è una testimonianza archeologica di valore incommensurabile che stava lentamente ma inesorabilmente scomparendo”, spiega Adriano Gilà, presidente del Patriziato di Tegna proprietario del sito che ne ha promosso la riqualifica. “Questo è stato possibile solo grazie a diversi enti pubblici e privati che si sono attivati per sostenere il progetto tra cui il Candidato Parco Nazionale del Locarnese. Oltre ai finanziamenti materiali, ci è stato di grande supporto per credere e accompagnarci nella realizzazione di quest’opera di riqualifica; una spinta di ottimismo, insomma, che era necessaria per portare avanti questo ambizioso progetto.” La prima fase dei lavori di preservazione si sta terminando e la seconda è in fase di sviluppo: l’archeologo Gillioz, che ha studiato il sito e seguito i lavori, in collaborazione con il Museo delle Centovalli e Pedemonte e il Progetto Parco Nazionale, produrranno e poseranno nei prossimi mesi dei cartelli per illustrare il sito e i lavori a chi visita le rovine. Il 7 ottobre si terrà l’inaugurazione ufficiale. “Con questa passeggiata il 12 maggio, vogliamo coinvolgere la popolazione e spiegare loro l’importanza dei lavori che hanno permesso di salvaguardare questa testimonianza preziossima del nostro passato. In più, molti saranno sorpresi di scoprire che il Castelliere non è l’unico reperto archeologico che si nasconde sui Monti di Tegna, anzi! Tracce storiche antichissime popolano la montagna e necessiterebbero di attenzione, ma per ora ci accontentiamo di aver salvato il Castelliere.”

    Informazioni sull’evento

    Ognuno può raggiungere il sito autonomamente, partendo dalla piazza di Tegna o da Ponte Brolla (passando da Gropp e Forcola). Entrambi i sentieri sono facilmente percorribili in meno di un’ora, ma è consigliato portare scarpe comode e acqua. Il ritrovo sarà alle ore 11.00 alle rovine, dove l’archeologo Mattia Gillioz presenterà il sito e i lavori di riqualifica. A seguire, uno spuntino offerto. Per dare la possibilità a tutti di poter partecipare a questo evento speciale, è previsto il trasporto in elicottero (essendo il sentiero facilmente percorribile, l’elicottero è esclusivamente riservato a persone con mobilità ridotta. Costi di andata o ritorno adulti: 20.-; bambini: 15.-/ andata e ritorno adulti: 30.-; bambini: 25.-). L’elicottero parte dall’ex laghetto artificiale di Ponte Brolla tra le 10.00 e le 10.30. L’iscrizione allo spuntino è gradita mentre quella al volo in elicottero è obbligatoria, entrambe entro il 4 maggio tramite email: adriano.gila@bluewin.ch o tel. 079 221 63 24. In caso di maltempo, l’evento è rinviato a sabato 19 maggio (info al 1600).

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  • Antenati con le radici: mestieri e misteri ai grotti di Ponte Brolla

    03.05

    Sabato 5 maggio alle ore 11.00 il Teatro dei Fauni e artisti ospiti, in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese, metteranno in scena i mestieri del passato legati agli alberi, raccontati con canti, leggende, gesti e testimonianze dando vita ai Grotti di Ponte Brolla, che si trasformano in un suggestivo teatro all’aperto. La rappresentazione è gratuita e aperta a tutto il pubblico.

    Sabato 5 maggio alle ore 11.00 si debutterà ai grotti di Ponte Brolla lo spettacolo “Antenati con le Radici: Mestieri e misteri” del Teatro dei Fauni e artisti ospiti, in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese. “Il Parco sostiene le manifestazioni artistiche che permettono di entrare nel mondo della natura e del paesaggio attraverso il linguaggio delle emozioni” spiega Pippo Gianoni, direttore scientifico del Progetto Parco. “Il ruolo dell’arte è quello di aiutarci ad aprire gli occhi e l’anima, farci vedere territorio in modo diverso da quello che siamo abituati a fare.” I Grotti di Ponte Brolla, che faranno da teatro all’evento, meritano infatti più grande visibilità e riconoscimento. “Si tratta di un sito di grande valore storico, culturale e paesaggistico della nostra splendida regione che però si è ritrovato nel corso degli anni in uno stato di grande abbandono” racconta Carlo Mina, coordinatore del Gruppo per la valorizzazione dei Grotti di Ponte Brolla. “Il nostro gruppo è stato creato nel 2015 per ridare valore e dignità a questi grotti, un’iniziativa resa possibile anche grazie al Progetto Parco che ha subito fornito un sostegno logistico e pratico per la mappatura e catalogazione dei grotti e mettendo a disposizione una squadra di civilisti per la pulizia di parte del comparto e il ripristino di un sentiero”.



    Lo spettacolo

    Questo spettacolo sarà l’occasione di immergersi di nuovo nello spirito festivo che caratterizzava questi luoghi, in cui i proprietari si recavano nel fine settimana per un pranzo in famiglia.

    La performance si rivela un viaggio a ritroso, come in una macchina del tempo. La drammaturgia trae ispirazione dal corpus di racconti storici, leggende, testimonianze, canti d’amore e di lavoro. Nello spettacolo, il racconto dei mestieri del passato legati agli alberi si concentra: per quanto riguarda le donne, sui gelsi e la bachicoltura; per gli uomini, attraverso il lavoro del boscaiolo, si percorrono alcune delle innumerevoli attività, legate alla lavorazione del legno; un’occasione per rivivere gesti e parole sulle castagne, il nostro antico pane, sui faggi e tanti altri “antenati con le radici”. Le leggende scelte, diffuse fino a pochi anni fa in ampie aree del nostro territorio con varianti locali, sono ambientate di volta in volta in luoghi specifici e riguardano il mistero, l’inspiegabile, il soprannaturale spesso di origini precristiane, che disegnava le emozioni, il rapporto tra le persone, con il paesaggio, gli animali, gli oggetti di uso quotidiano e il loro potere di trasformazione.

    I due mondi: quello legato alle attività di sopravvivenza e quello della sfera emozionale –spirituale sono uniti attraverso la musica popolare. Canti, tra cui alcuni ancora noti e altri raccolti direttamente dalla ricerca del polistrumentista Lio Morandi, riconducono ad una vita in cui non mancava allegrezza. I testi coi loro nonsense e giri poetici, le melodie ora ritmate e gioiose ora malinconiche, ci avvicinano non solo agli antenati con le radici, ma anche ai nostri avi che vivevano sotto la loro ombra. Il pubblico è guidato a gruppi nei vari ambienti in un percorso-collage che si conclude sulla piazza per una “festa” finale.

    Regia e drammaturgia: Santuzza Oberholzer e Andrea Valdinocci

    con: Lianca Pandolfini, Santuzza Oberholzer, Andrea Valdinocci, Lio Morandi e Giordano Bisi

    Come arrivarci:

    I Grotti si trovano nella zona dietro il ristorante Centovalli, facilmente raggiungibili a piedi dalla fermata Ponte Brolla del treno FART. Un numero limitato di parcheggi comunali e parcheggi presso lo stand di tiro di Ponte Brolla saranno anche messi a disposizione del pubblico.

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  • Passeggiare tra le stelle delle Centovalli

    01.05

    Questo è il titolo di un libretto che sarà presentato a Camedo domenica 6 maggio per far conoscere lo StarTrekking delle Centovalli, nel cuore del futuro Parco Nazionale del Locarnese.

    Si tratta di una proposta che proprio in queste settimane, a seguito della chiusura della strada e della ferrovia per la Valle Vigezzo, si trasforma in un richiamo per dire “ci siamo anche noi in fondo a questa valle”. La frana sta infatti mettendo a dura prova le attività legate al turismo e questo libretto/guida potrebbe essere lo spunto e il compagno di viaggio ideale per visitare e scoprire le Centovalli, le sue Osterie e le sue “stelle”. L’estate è alle porte e il treno fino a Camedo è sempre in funzione.

    Fra le proposte volte a fare conoscere e vivere la valle, domenica 6 maggio sarà pure inaugurato un percorso su sentieri e strade di montagna, che attraversa la parte alta delle Centovalli alla scoperta di diversi reperti e punti di interesse.  ”I sentieri vivono solo se sono percorsi… e così i nostri villaggi” ci dice Vittorio Kellenberger, che organizza e accompagna la passeggiata. “Camminare è il modo migliore per conoscere un territorio e per apprezzarne le risorse naturalistiche, paesaggistiche e culturali. Percorrerne a piedi strade e sentieri significa entrare in contatto diretto con tutte le sue componenti”: è la sintesi di un discorso più ampio in cui si affacciano concetti innovativi come il museo a cielo aperto diffuso sul territorio e la spirale del tempo: concetti in cui cultura, svago e ristoro in mezzo alla natura si fondono col piacere della passeggiata, con la scoperta di tracce di storia e con la riscoperta di antiche tradizioni. Per il Parco Nazionale del Locarnese l’obiettivo è proprio questo; camminare, osservare col desiderio di conoscere, vivere i sentieri e respirare queste tracce di storia proprio nei luoghi dove questa storia si è concretizzata, una storia che ha plasmato il nostro presente, ma che è anche alla radice della nostra cultura e del nostro futuro.             

    La peculiarità di questo “Star Trekking”, con tanto di guida, è l’inedito amalgama fra astronomia, archeologia, simbolismo e gastronomia col camminare all’aria aperta: un percorso in cui i vari punti d’interesse e di ristoro sparsi sul territorio sono visti come le stelle di una costellazione.

    Durante la camminata sarà presentato e sottoposto ad un primo “collaudo” il libro/guida, pubblicato col sostegno del Candidato Parco Nazionale del Locarnese. “Passeggiare tra le stelle delle Centovalli” è una pubblicazione pensata come un compagno di viaggio per l’escursionista che desidera cimentarsi in un’avventura non solo fisica ma anche culturale e che ci auguriamo sia stimolante e ricca di soddisfazioni.

    Programma della giornata su: www.parconazionale.ch. Info: startrekking@bluewin.ch tel. 079 624 64 21

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  • Parco al lavoro su sentieri e prati magri

    30.04

    Per il Candidato Parco Nazionale del Locarnese è stato un fine aprile particolarmente attivo e il mese di maggio inizia con lo stesso ritmo. Sono diverse, infatti, le squadre all’opera sul territorio con il suo sostegno.

    Brissago, Centovalli e Onsernone; in queste settimane nei tre Comuni sono attivi diversi gruppi di civilisti e volontari che, impegnati su terreni differenti, si stanno prendendo cura di muri a secco, prati magri e sentieri anche con il sostegno del Candidato Parco Nazionale del Locarnese.

    Partiamo dalla Costa di Piodina a Brissago, dove dopo aver riaperto il sentiero di collegamento Cagetto-Ciossa, in questi giorni i civilisti coordinati da Mathias Steiger, responsabile progetti muri a secco per la Fondazione Svizzera Azioni a favore dell’Ambiente, saranno occupati a recuperare una tratta di sentiero con muri a secco: “I muri a secco sono costruzioni preziose che ci permettono di capire come era la vita una volta, allo stesso tempo sono importanti elementi strutturali del paesaggio nonché ambienti favolosi per animali e piante, aspetto questo che favorisce la biodiversità”.

    A Intragna è invece una parte dell’antica mulattiera che porta al maglio ad essere stata interessata da alcuni lavori di miglioria: “Con i termini odierni, possiamo definirla come una specie di “raccordo alla zona artigianale” lungo la cosiddetta Via del mercato delle Centovalli. Il maglio si trova sotto il nucleo del paese, pochi metri sopra il fiume Melezza a lato del riale dei Mulini (la forza motrice dell’epoca)”, spiega il segretario comunale Axel Benzonelli che aggiunge: “Grazie al lavoro svolto settimana scorsa dalla squadra di giovani coordinata dall’Associazione Naturnetz, siamo riusciti a sistemare un tratto del sentiero che era davvero in forte degrado”.

    Nel Comune di Onsernone infine, sono diversi gli interventi effettuati o ancora in corso. Settimana scorsa è stato sistemato il sentiero Mosogno-Calascio, il cui stato ha richiesto anche la modifica di una parte del tracciato. Otto le persone coinvolte nei lavori coordinati dal capo squadra sentieri area Locarno, Nuno Veiga. Sono invece ancora in corso gli interventi di sistemazione previsti sul sentiero Ponte Oscuro- Coletta mentre si sono conclusi settimana scorsa quelli a Gresso, dove in linea con quanto fatto già l’anno scorso, si continua la riapertura del prati magri di importanza nazionale.

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  • Scopriamo la biodiversità insieme ai ricercatori

    25.04

    In Svizzera vivono oltre 50’000 specie di animali, piante e funghi, ma quante e quali sono quelle dei dintorni di casa nostra? Sarà possibile scoprirlo accompagnati dai ricercatori durante le “Giornate della biodiversità” che si terranno da sabato 28 a domenica 29 aprile nella zona di Arcegno-Losone, un’area di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica.

    a biodiversità è l’insieme delle forme di vita che popolano una determinata zona e gli ambienti che essi formano, come i boschi, i prati o le paludi. La maggior parte delle specie sfugge però del tutto alla nostra percezione, soprattutto quelle che vivono sotto terra o in alto nella chioma degli alberi oppure che hanno abitudini notturne. Le “Giornate della biodiversità” vogliono quindi fare scoprire al pubblico il gran numero di forme di vita presenti sul nostro territorio e le tecniche di rilevamento attraverso una serie di escursioni guidate dagli specialisti.

     

    La manifestazione avrà luogo nell’area di Arcegno-Losone tra la Collina di Maia e il Piano di Arbigo. La zona è inscritta nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP 1806), ospita una riserva forestale ed è parte del progetto di Parco Nazionale del Locarnese. Punti di ritrovo saranno la Sala parrocchiale di Arcegno, la Scuola nel bosco e il posteggio sterrato presso la caserma di Losone. La Sala parrocchiale di Arcegno fungerà anche da centro visite e punto informativo sull’evento con alcuni stand sul tema della biodiversità e sul progetto di Parco Nazionale del Locarnese. La partecipazione è libera.

     

    Le “Giornate della biodiversità” sono promosse dal Museo cantonale di storia naturale e dal Progetto di Parco nazionale del Locarnese con il sostegno del Comune e del Patriziato di Losone, della Società ticinese di scienze naturali, dall’associazione ornitologica Ficedula, della Scuola nel bosco e della Parrocchia Sant’Antonio.

     

    Considerata la scarsità di posteggi ad Arcegno, per chi lo desidera, una navetta assicurerà il trasferimento da e per Arcegno dal posteggio sterrato presso la caserma di Losone. In caso di brutto tempo la manifestazione si terrà in forma ridotta. Per informazioni chiamare il 1600.

     

     

    Informazioni:

     

    Museo cantonale di storia naturale

    Viale Carlo Cattaneo 4 - 6901 Lugano

    091 815 47 61

    dt-mcsn@ti.ch

    www.ti.ch/mcsn

     

    Progetto Parco Nazionale del Locarnese

    Via F. Rusca 8 - 6600 Locarno

    091 751 83 05

    info@parconazionale.ch

    www.parconazionale.ch


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  • Sulle tracce del passato di Ronco sopra Ascona

    24.04

    Riprendono a Ronco sopra Ascona le visite guidate e gratuite nel nucleo. Proposte dal Comune con il sostegno del Progetto Parco nazionale del Locarnese, le passeggiate all’interno del dedalo di viuzze sono in compagnia di un’abitante che attraverso aneddoti, curiosità e piccoli particolari racconta com’era Ronco un tempo. La prima visita si tiene domani, giovedì 26 aprile. Ritrovo alle 14.30 in piazza del Semitori davanti al negozio di alimentari. Durata circa 1 ora e mezza. Particolarmente centrate sulle peculiarità urbanistiche, il paesaggio antropico e i giardini magici del posto saranno invece le visite dell’11 (tedesco) e 13 maggio (italiano), proposte dall’Associazione Ronco cultura e tradizioni.

    Ronco sopra Ascona è pronta a svelare la sua storia in occasione della prima di 6 visite guidate e gratuite al nucleo proposte dal Comune in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese. In compagnia di un’abitante, le persone potranno andare alla scoperta di Ronco com’era seguendo le tracce lasciate nell’arco dei secoli da chi l’ha abitata prima di noi. Un mortaio, un affresco, una stalla, la voliera dei piccioni viaggiatori… sono tutti elementi che qua e là spuntano nel dedalo di viuzze che contraddistingue questo antico borgo e ci parlano di ciò che è stato. L’appuntamento è per domani, giovedì 26 aprile, alle 14.30 davanti al negozio di alimentari. La durata è di circa 1 ora e mezza.

    “La storia di Ronco sopra Ascona, i suoi giardini nascosti, le sue peculiarità urbanistiche e paesaggistiche sono aspetti che catturano l’interesse di chi visita la nostra regione. La loro valorizzazione è importante se vogliamo mantenere vivo questo incantevole borgo”, spiega Sabrina Németh, presidente dell’Associazione Ronco sopra Ascona cultura e tradizione. “Da decenni la nostra associazione lavora in questo senso e ben venga il sostegno del Candidato Parco nazionale del Locarnese, che senza dubbio ha gli strumenti e le risorse per realizzare, anche con la nostra collaborazione, progetti volti a mantenere e promuovere quanto di bello offre il nostro territorio sia dal punto di vista storico, sia da quello architettonico, paesaggistico o botanico”. Grazie alla sua esperienza di architetto e urbanista, la presidente dell’Associazione propone a sua volta delle visite più specialistiche al nucleo. Passeggiate di due ore e mezza alla scoperta del paesaggio antropico, delle peculiarità urbanistiche e dei giardini magici di Ronco. La prima visita si terrà venerdì 11 maggio in tedesco seguita domenica 13 maggio da quella in italiano. L’appuntamento è sempre alle 14.30 davanti al negozio di alimentari in piazza del Semitori.

    Infine, ma non da ultimo, saranno riproposte anche quest’anno le visite settimanali agli angoli nascosti di Brissago. A partire dal 31 maggio fino all’11ottobre, ogni giovedì le visite si susseguiranno a rotazione presentando le tre coste: Piodina, Incella e Porta; e il Paese. Il programma completo su www.parconazionale.ch

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  • Il mondo scientifico apre lo scrigno del Parco Nazionale del Locarnese

    23.04

    Quest’anno l’assemblea della Società ticinese di scienze naturali si terrà il 26 aprile ad Ascona, uno degli 8 Comuni che hanno lanciato il progetto di Parco Nazionale del Locarnese, e sarà seguita da una conferenza pubblica dal titolo “Apriamo lo scrigno: quali occasioni si celano nell’area del progetto di Parco Nazionale del Locarnese?”.

    La Società ticinese di scienze naturali (STSN), una sezione dell’Accademia svizzera di scienze naturali, riunisce ricercatori e appassionati delle diverse discipline scientifiche ed è il punto di riferimento sul nostro territorio per tutti gli interessati a queste tematiche.

    Quest’anno, in vista della votazione popolare del 10 giugno sulla creazione del Parco Nazionale del Locarnese, la STSN propone ad Ascona, uno dei Comuni coinvolti, la conferenza dal titolo “Apriamo lo scrigno: quali occasioni si celano nell’area del progetto di Parco Nazionale del Locarnese” che seguirà l’assemblea annuale e verterà proprio sui tesori del territorio del futuro Parco. Infatti, malgrado le immagini che ci giungono da esplorazioni del sistema solare, spesso non conosciamo i magnifici segreti che si celano nella natura del nostro Cantone, dove ogni anno vengono scoperte nuove specie di organismi.

    Quali sono le meraviglie che ci riserva l’apertura di questo scrigno? Tra ricerca ed ecoturismo, quali sono le nuove opportunità che potrebbero presentarsi grazie alla creazione del secondo Parco Nazionale in Svizzera? Per la STSN il nuovo Parco nazionale rappresenta un sostegno importante per la protezione della natura e la cura del paesaggio e pure, grazie all’interesse di istituti di ricerca per la ricerca scientifica e per le attività didattiche e di scoperta della natura. Il Parco Nazionale del Locarnese ha fra i suoi obiettivi il sostegno alla ricerca applicata e fondamentale sia nelle zone centrali che in quella periferica e il suo ruolo è anche quello di mettere a disposizione una piattaforma che permetta lo sviluppo di programmi di ricerca in sinergia con chi opera in questo ambito in Ticino, in Svizzera e all’estero. Questo permetterà sinergie con importanti enti e istituti di ricerca, che permetteranno di migliorare le conoscenze su aspetti diversi che caratterizzano la nostra regione e favoriranno la presenza sul territorio di ricercatori permettendo ai nostri giovani di trovare delle opportunità di crescita anche nella nostra regione. Queste le tematiche che saranno trattate durante la conferenza che si svolgerà giovedì 26 aprile alle 20h30 alle scuole elementari di Ascona. I relatori della serata saranno: Filippo Rampazzi, Direttore del Museo cantonale di storia naturale, Luca Bacciarini, Presidente della Commissione scientifica del Parco botanico delle Isole di Brissago, Silvio Seno, Direttore dell’Istituto delle scienze della Terra SUPSI, e Pippo Gianoni, responsabile scientifico del Candidato Parco Nazionale del Locarnese. Ad animare la serata sarà Manuela Varini, Presidente della STSN.

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  • Passeggiata e visita ai lavori del Castelliere di Tegna

    23.04

    Appuntamento sabato 12 maggio per una visita alle rovine del Castelliere sui Monti di Tegna, oggetto di una riqualifica sostenuta anche dal Progetto Parco nazionale del Locarnese, che ha permesso di ridare vita a questo sito archeologico unico nel suo genere. Il ritrovo è alle 11.00 davanti alle rovine facilmente raggiungibili a piedi da Tegna o da Ponte Brolla con una camminata di meno di un’ora. Per agevolare l’accesso alle persone con mobilità ridotta è previsto il volo in elicottero. L’iscrizione al volo è obbligatoria e va fatta entro il 4 maggio tramite mail: adriano.gila@bluewin.ch o tel.: 079 221 63 24. Dopo la visita si terrà uno spuntino offerto (iscrizione è gradita). In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a sabato 19 maggio (info al 1600). Per maggiori dettagli consultare il sito www.parconazionale.ch.

    Se un escursionista passava sul Monte Castello di Tegna due anni fa, avrebbe potuto osservare delle pietre nascoste tra l’erba folta, senza dubbio dei rimasugli di vecchie mura. Ma difficilmente avrebbe potuto intuire che non si trattava di una vecchia abitazione contadina distrutta qualche decennio prima, bensì di un sito archeologico di epoca romana che porta con sé tracce addirittura più antiche. “In pochi mesi di lavori il Castelliere è ritornato a splendere; è una testimonianza archeologica di valore incommensurabile che stava lentamente ma inesorabilmente scomparendo”, spiega Adriano Gilà, presidente del Patriziato di Tegna proprietario del sito che ne ha promosso la riqualifica. “Questo è stato possibile solo grazie a diversi enti pubblici e privati che si sono attivati per sostenere il progetto tra cui il Candidato Parco Nazionale del Locarnese. Oltre ai finanziamenti materiali, ci è stato di grande supporto per credere e accompagnarci nella realizzazione di quest’opera di riqualifica; una spinta di ottimismo, insomma, che era necessaria per portare avanti questo ambizioso progetto.” La prima fase dei lavori di preservazione si sta terminando e la seconda è in fase di sviluppo: l’archeologo Gillioz, che ha studiato il sito e seguito i lavori, in collaborazione con il Museo delle Centovalli e Pedemonte e il Progetto Parco Nazionale, produrranno e poseranno nei prossimi mesi dei cartelli per illustrare il sito e i lavori a chi visita le rovine. Il 7 ottobre si terrà l’inaugurazione ufficiale. “Con questa passeggiata il 12 maggio, vogliamo coinvolgere la popolazione e spiegare loro l’importanza dei lavori che hanno permesso di salvaguardare questa testimonianza preziossima del nostro passato. In più, molti saranno sorpresi di scoprire che il Castelliere non è l’unico reperto archeologico che si nasconde sui Monti di Tegna, anzi! Tracce storiche antichissime popolano la montagna e necessiterebbero di attenzione, ma per ora ci accontentiamo di aver salvato il Castelliere.”

    Informazioni sull’evento

    Ognuno può raggiungere il sito autonomamente, partendo dalla piazza di Tegna o da Ponte Brolla (passando da Gropp e Forcola). Entrambi i sentieri sono facilmente percorribili in meno di un’ora, ma è consigliato portare scarpe comode e acqua. Il ritrovo sarà alle ore 11.00 alle rovine, dove l’archeologo Mattia Gillioz presenterà il sito e i lavori di riqualifica. A seguire, uno spuntino offerto. Per dare la possibilità a tutti di poter partecipare a questo evento speciale, è previsto il trasporto in elicottero (essendo il sentiero facilmente percorribile, l’elicottero è esclusivamente riservato a persone con mobilità ridotta. Costi di andata o ritorno adulti: 20.-; bambini: 15.-/ andata e ritorno adulti: 30.-; bambini: 25.-). L’elicottero parte dall’ex laghetto artificiale di Ponte Brolla tra le 10.00 e le 10.30. L’iscrizione allo spuntino è gradita mentre quella al volo in elicottero è obbligatoria, entrambe entro il 4 maggio tramite email: adriano.gila@bluewin.ch o tel. 079 221 63 24. In caso di maltempo, l’evento è rinviato a sabato 19 maggio (info al 1600).

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  • Il Progetto Parco Nazionale del Locarnese diventa Regione-Energia

    18.04

    Il territorio del progetto Parco Nazionale del Locarnese diventa Regione-Energia, con un progetto per agevolare i Comuni che vi fanno parte ad una gestione delle risorse più intelligente e a contatto con i cittadini.

    Gli 8 Comuni del progetto Parco Nazionale del Locarnese (PNL) lavorano molto attivamente da parecchi anni per la propria efficienza energetica locale, sviluppando Piani Energetici Comunali (PECo), aprendo sportelli ed uffici energia, ricevendo certificazioni, ecc. Dall’anno 2016, con il PNL si stanno confrontando per sviluppare un percorso condiviso di pianificazione energetica su scala regionale[1]. Un gruppo di lavoro coordinato dall’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC) della SUPSI e composto da rappresentati dei Comuni, delle aziende elettriche ed esperti del settore energetico, si è riunito in diverse occasioni per definire insieme nuove possibili misure da implementare sul territorio in sinergia.

    È così emersa l’intenzione di sottoporre all’Ufficio Federale dell’Energia (UFE) la propria candidatura per lo sviluppo di un progetto sui temi della riduzione del fabbisogno energetico e lo sfruttamento ottimale delle fonti energetiche rinnovabili del proprio territorio, tramite la collaborazione tra Comuni e lo sfruttamento del know-how di imprese locali.

    L’adesione del PNL all’associazione “Città dell’Energia” ha quindi permesso di presentarsi al programma di sostegno “Regione-Energia” per il periodo 2018/2019. La candidatura è stata recentemente accettata dall’organo della Confederazione che, insieme al sostegno del Cantone Ticino, ha dato il via libera al progetto Parco Smart per l’energia.

    Con questo progetto s’intende dare la possibilità ai Comuni del PNL di integrare tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare per quanto riguarda il tema dell’efficienza energetica, nel proprio sistema socio-tecnico.

    Si tratta di un progetto che mira a sviluppare insieme un territorio dei Comuni del PNL più efficiente, più rispettoso dell'ambiente e più attrattivo attraverso l'uso delle tecnologie digitali, con le quali migliorare e aggiungere servizi per i cittadini e per i visitatori della regione.

    Un esempio inquesto senso potrebbe essere dato da cestini pubblici capaci di compattare il loro contenuto fino a 6 volte quello di un cestino standard risparmiando così in ocsti di gestione e garantendo maggiore efficienza.

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  • “Il bosco in una stanza” fa tappa nelle Terre di Pedemonte

    17.04

    L’installazione “Il bosco in una stanza” è arrivata nelle Terre di Pedemonte, venite a scoprire la magia del bosco! Sabato 21 aprile si terrà in un grande prato di fianco alle Scuole Elementari di Verscio anche un’attività per le famiglie all’insegna della primavera: creare delle bombe di semi e altri giochi!

    “Io e i miei compagni veniamo sempre qui prima che suona la campanella della scuola” racconta entusiasta una bambina intenta a scoprire quanti animaletti imbalsamati si nascondono nel “Bosco in una stanza”. Questo aprile l’installazione, che prosegue il suo viaggio nei Comuni del futuro Parco Nazionale del Locarnese, fa tappa nelle Terre di Pedemonte, su un grande prato comunale di fianco alle Scuole Elementari di Verscio. Passate di lì e infilate la testa in uno dei buchi sul fondo… la sorpresa è garantita! Una sorpresa pensata per divertire ma anche per riflettere. I boschi sono una realtà che conosciamo bene nel nostro territorio, e proprio per questo possono diventare una presenza scontata e banale. A volte un semplice trucco, come quello di decontestualizzare un bosco nascondendolo in una scatola, ci permette di far rinascere lo stupore e la voglia di riscoprire queste bellezze naturali che ci circondano. L’installazione è aperta e visitabile tutti i giorni. Per approfittare dell’arrivo della primavera in compagnia, il Comune delle Terre di Pedemonte, in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese, invita le famiglie sabato 21 aprile, tra le 14.00 e le 17.00, non solo a scoprire questa scatola misteriosa, ma anche a partecipare a delle attività con la biologa ed educatrice ambientale Cinzia Pradella che proporrà dei giochi all’aperto e mostrerà come fare delle bombe di semi che le famiglie potranno portare a casa e far fiorire.

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  • In sessanta inaugurano il Sentiero del Sole

    16.04

    Erano almeno una sessantina le persone che domenica si sono avventurate sul rinnovato, e ritrovato, Sentiero del Sole, antica via che un tempo collegava Auressio alle Terre di Pedemonte, oggi di nuovo interamente percorribile anche grazie al sostegno del progetto Parco nazionale del Locarnese che ne ha finanziato parte del recupero. Buon riscontro di pubblico anche per l'attività di sabato pomeriggio organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. Una trentina i partecipanti alla “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo”.

    Domenica mattina una sessantina di persone hanno raggiunto Auressio per partecipare all’inaugurazione del ritrovato Sentiero del Sole, storico collegamento tra Onsernone e Terre di Pedemonte dai panorami mozzafiato, il cui recupero stato o possibile to tra Onsernone e TErre di Pedemonte lungo una via a mezza montagna dai panorami mozzafiato.ato il prosismo è stato possibile anche grazie al progetto di Parco nazionale del Locarnese. “Ringrazio Giuseppe Pepo Poncini qui presente, che è la persona all'origine di questa idea, di questo sentiero che permette di collegare Auressio alle Terre di Pedemonte sempre restando a monte della strada cantonale”, ha spiegato il sindaco delle Terre di Pedemonte, Fabrizio Garbani-Nerini, in un breve discorso a braccio prima della partenza. “Il suo nome Sentiero del sole non è casuale, effettivamente - quando non è nuvoloso come ahimé oggi - è esposto al sole per molte ore, anche d’inverno quando invece nei villaggi l’ombra giunge già nel primo pomeriggio. Quanto facciamo oggi è un piccolo esempio di cosa il Parco può fare: l’idea del sentiero è nata dal territorio (dal gruppo sentieri Terre di Pedemonte) poi è stata finanziata da Comuni, da sostenitori privati e infine anche dal Parco, che ha fornito le risorse mancanti per completarlo, in particolare con la messa in sicurezza del nuovo tratto tra Crato e Gerbi (Monti di Cavigliano); Parco che aiuta anche nella promozione accrescendone la visibilità. Il Parco non va visto come una sorta di caserma dove non si può più fare niente, bensì va visto come un ente che coordina, promuove e finanzia le belle idee che vengono dal territorio, idee che vengono dagli enti pubblici, idee che vengono anche da piccoli imprenditori privati che hanno voglia di investire nella nostra regione, sia per il turismo, sia per la produzione di prodotti genuini. Detto questo non mi dilungo oltre, vedo che siamo tutti, quindi avviamoci pian piano sul sentiero…”.

    La mancanza di sole non ha intaccato l’umore dei partecipanti che di passo in passo hanno raggiunto la Bettola montana sui Monti di Verscio per rifocillarsi con un buon risotto. Dopo la pausa pranzo, un gruppo di una ventina d’irriducibili ha continuato l’escursione fino a Ponte Brolla dove, stanchi ma soddisfatti, sono giunti attorno alle 16.30. Non è mancata una tappa al Castelliere per vedere il bel lavoro di recupero svolto lo scorso autunno, anch’esso con il sostegno del Parco.

    Baciata invece dal sole, la “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo” organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. La trentina di partecipanti ha seguito sabato pomeriggio il ceramista Marco Mumenthaler nel bosco attorno ad Arcegno per scoprire un affascinante mondo fatto di cave, fornaci e incisioni rupestri. Rapito il pubblico che ha visto nel percorso il potenziale per creare un sentiero didattico legato al tema; un progetto di cui esiste già una traccia e che potrebbe diventare realtà nei primi dieci anni di gestione del Parco, qualora fosse approvato il prossimo 10 giugno.

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  • Passeggiata in compagnia per l’inaugurazione del sentiero del sole

    10.04

    Il 15 aprile sarà battezzato il Sentiero del Sole, uno dei progetti pilota del futuro Parco nazionale del Locarnese, un cammino tutto al sole che percorre le Terre di Pedemonte, da Auressio a Ponte Brolla. Un pranzo offerto alla Bettola Montana da Rosy sui monti di Verscio ricaricherà le energie dei partecipanti.

    Il 15 aprile sarà inaugurato il Sentiero del Sole che collega Auressio a Ponte Brolla. Una lunga passeggiata in compagnia tutta baciata dal sole: ecco una proposta domenicale per celebrare la primavera! “L’iniziativa è nata dalla commissione sentieri non ufficiali (SNU) e il Comune delle Terre di Pedemonte per rivalorizzare il primo collegamento storico tra Auressio e Cavigliano, ed è poi stato esteso per abbracciare tutte le Terre di Pedemonte fino a Ponte Brolla” spiega uno dei fondatori della SNU, Giuseppe Poncini - meglio conosciuto come Pep – “Questo sentiero è uno dei progetti pilota del candidato Parco nazionale del Locarnese, e se siamo riusciti a riportarlo alla luce è soprattutto grazie al Parco che ne ha finanziato gran parte dei lavori. In queste cose bisogna sempre trovare qualcuno che ti sostenga se no poche idee si realizzano”. Questa giornata sarà anche l’occasione di farsi raccontare le storie e curiosità dei monti della zona e dei loro nomi. È infatti grazie alla passione per la montagna di Pep che i monti delle Terre di Pedemonte sono segnalati con una targhetta che ne indica il nome e l’altezza.

    Il programma della giornata prevede la partenza dall’infopoint ad Auressio alle 08.00, raggiungibile con l’autopostale da Locarno alle 7.05, dal ponte di Intragna alle 07.23 e all’entrata della Valle Onsernone alle 07.26. Una sosta è prevista sui monti di Verscio, dove gustare un buon pranzo offerto alla Bettola Montana da Rosy (gradita la riservazione a info@parconazionale.ch o al 091 751 83 05).

    Il sentiero, che scorre su tracciati cantonali ufficiali e sulla rete non ufficiale locale, non presenta grandi dislivelli, portandolo così alla portata di molti. Bisogna però essere prudenti in alcuni punti più impegnativi. La durata complessiva della passeggiata sarà di 6 o 7 ore ad un passo tranquillo e con pranzo incluso, ma la cosa bella del Sentiero del Sole è che può essere accorciato deviando su altri sentieri che portano a Cresmino, Cavigliano, Verscio e Tegna.

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  • Dopo la poesia, “Antenati con le Radici” indossa il grembiule e va ai Grotti

    10.04

    “Mi è particolarmente piaciuto l’aspetto interattivo con il pubblico, il muoversi insieme agli artisti per il parco e soprattutto l’aver potuto far parte di una giuria popolare e votare la poesia preferita tra quelle in concorso”. È così che una partecipante ha definito lo spettacolo “Antenati con le radici : Fruscìo di foglie” domenica scorsa al Parco dei Poeti di Ascona. Un pubblico caloroso, dopo momenti di danza, teatro e musica, ha potuto far parte di una giuria popolare e eleggere la migliore poesia tra le sei selezionate nel concorso “Alberi centenari in città”, lanciato dal Teatro dei Fauni e dall’Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana. Vincenzo Farina ha ricevuto il primo premio dalla giuria ufficiale, mentre la giuria popolare ha eletto vincitrice “Felice” di Giovanna Trosi.

    Toccanti sono stati anche gli interventi dello scrittore Alberto Nessi sul ruolo dell’albero in poesia, nella musica, nell’arte e nella storia, e di Pippo Gianoni, direttore scientifico del Progetto Parco nazionale del Locarnese, sull’importante e attuale tematica dell’acqua. Molto apprezzato anche l’ottimo risotto preparato dai bravissimi cuochi dell’AMA (Associazione Manifestazioni Ascona) che per l’occasione hanno sfoggiato vivaci grembiuli creati dalla sarta Sara Pace dell’atelier Leti Abiti fatati di Comologno. “Ho confezionato i primi grembiuli per il team della Pro Risotto in occasione del Mercato dei Parchi a Berna dell’anno scorso. Adesso grazie a questo appuntamento con l’AMA lanciamo la produzione personalizzata dei grembiuli anche per i privati”. I grembiuli, come già sono le magliette del candidato Parco, potranno essere ordinati sul sito www.parconazionale.ch e personalizzati con il soggetto che ciascuno preferisce grazie alle doti creative di Sara. Un modo originale per sostenere un’artigiana locale e offrire o offrirsi un regalo unico.

    Il prossimo appuntamento con uno spettacolo della serie “Antenati con le Radici” nel comprensorio del Candidato Parco nazionale del Locarnese, porterà in scena sabato 5 maggio i “Mestieri e misteri”. A fare da teatro all’evento saranno questa volta i pittoreschi e ancora poco conosciuti grotti di Ponte Brolla dove, sempre a passo di musica, danza, teatro e racconti, si parlerà di leggende e tradizioni dei mestieri del passato e del loro legame con la natura e gli alberi.

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  • L’Alleanza dei Patriziati Ticinesi lancia una campagna nel Locarnese: si fa trovare in bucalettere!

    25.03

    Sono oltre 10'000 le bucalettere locarnesi che negli scorsi giorni hanno ricevuto l’edizione primaverile della “Rivista Patriziale Ticinese”. “La Rivista è l’organo ufficiale d’informazione dell’ALPA - l’Alleanza Patriziale Ticinese - associazione che raggruppa i 202 Patriziati ticinesi. “La Rivista è un organo di comunicazione importante, che, oltre ad affrontare vari temi di interesse generale e di attualità, presenta interessanti e curiosi contributi legati al nostro territorio. I Patriziati, proprietari di buona parte del territorio cantonale (ca. il 70%), presentano e raccontano la loro realtà, le loro iniziative concrete e i diversi progetti di gestione e valorizzazione del territorio”, spiega Rachele Allidi, membro del Consiglio direttivo dell’ALPA e Presidente del Patriziato di Ascona. “È venuto da sé che la Rivista dedicasse spazio anche ad una realtà che impegna insieme diversi Patriziati del Locarnese, il progetto di Parco Nazionale del Locarnese”. Quest’edizione della Rivista dedica infatti un articolo, tra altri, al Candidato Parco Nazionale e alla sua regione che si estende dalle Isole di Brissago, il punto più basso della Svizzera, al nucleo Walser di Bosco Gurin passando per le vaste distese forestali delle Centovalli e dell’Onsernone di proprietà dei Patriziati di Palagnedra con Rasa, Borgnone, Onsernone e Comologno. Per questi e gli altri Patriziati che partecipano al Consiglio del Parco – Ascona, Bosco Gurin, Brissago, Intragna con Golino e Verdasio, Losone, Ronco s/Ascona, Tegna e Terre di Pedemonte con Auressio – il Parco rappresenta un modo per dare un nuovo valore a questo grande capitale territoriale ora in parte inespresso, poiché si tratta di zone dalla difficile raggiungibilità, fruibilità e gestione. Per alcuni Patriziati come ad esempio quello di Borgnone o di Comologno, questo significa la sopravvivenza e la possibilità di realizzare progetti importanti per il mantenimento dei sentieri, degli stabili, del patrimonio culturale come nel caso del recupero del Rifugio Corte Nuovo sul Ruscada, del restauro della Via Crucis di Comologno e degli interventi di miglioria all’Alpe Salei, già portati a termine con il sostegno anche del futuro Parco Nazionale.

     

    L’ALPA in collaborazione con i Patriziati del Parco coglie dunque l’occasione per farsi conoscere presso la popolazione, lanciando una campagna d’abbonamenti a tutti i fuochi. Per maggiori info: alleanzapatriziale@gmail.com, alleanzapatriziale.ch.

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  • Un Parco ancora migliore

    22.03

    È stata adottata la versione definitiva della Carta del Parco Nazionale del Locarnese, il documento che ne indica le modalità di funzionamento per i prossimi 10 anni. La popolazione degli 8 comuni interessati dal progetto si potrà dunque esprimere nelle urne il prossimo 10 giugno.


    Consultazione con ampio coinvolgimento pubblico

    Nel corso di una serie di serate informative gli 8 comuni promotori del Parco Nazionale del Locarnese hanno coinvolto la popolazione e gli attori locali in una consultazione pubblica sulla Carta del Parco. Questi incontri, 11 in tutto e distribuiti nei vari comuni del parco, hanno avuto luogo tra il 10 ottobre e l’11 dicembre 2017. Essi sono stati accompagnati da 45 sportelli informativi e da numerosi incontri bilaterali. La consultazione ha visto anche la partecipazione dei Consiglieri di Stato Claudio Zali e Christian Vitta che con i loro dipartimenti sono coinvolti nei lavori, degli 8 Sindaci e di numerosi municipali, dei responsabili del Cantone e dei tecnici del Progetto di Parco nazionale. Chi voleva esprimersi ha quindi potuto quindi scegliere la modalità che gli era più congeniale. Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, il Consiglio del Parco, i Comuni e i Patriziati, il Cantone e la Confederazione si sono chinati sulle richieste inoltrate a seguito di questa consultazione e hanno integrato nella Carta quanto ha potuto migliorare il progetto stesso.

     

    Soddisfazione per il risultato della consultazione

    L’ampio processo di partecipazione ha permesso di verificare le modalità del progetto di parco con un ulteriore importante confronto con gli attori del territorio e con la popolazione. Sono state così raccolte 31 osservazioni, che includono anche richieste molto specifiche, inviate ai rispettivi Comuni. La qualità delle richieste raccolte permette in generale di costatare, che gli attori che si sono espressi erano già stati ampiamente coinvolti nei lavori preparatori sui singoli temi e che per questa ragione le richieste pervenute non hanno sollevato problemi di fondo.

     

    Le osservazioni inoltrate possono essere suddivise in due tipologie: quelle puntuali, che riguardano elementi precisi del progetto, e altre più generiche. La pertinenza delle stesse rispecchia anche il grande lavoro di coinvolgimento del territorio effettuato dai Comuni e dai Patriziati in questi anni di progettazione e di test effettuati tramite oltre 150 progetti pilota e che ha dunque permesso di integrarne la maggior parte (oltre i 2/3) nei diversi elementi della Carta (Statuto, Convenzione Regolamento Zone centrali e contenuti delle Zone Centrali stesse).

     

    La consultazione ha migliorato ulteriormente il progetto

    Data la quantità e la qualità delle osservazioni ricevute, il processo di partecipazione pubblica ha premesso da un lato di verificare positivamente la qualità del progetto di parco e dall’altro di accogliere una serie di proposte interessanti che hanno permesso di migliorarne ulteriormente la qualità. Mercoledì 21 marzo, il Consiglio del Parco, dopo esame anche da parte dei Comuni, del Cantone e della Confederazione, ha dunque adottato la versione definitiva dei vari elementi della Carta, i quali sono ora pubblicati sul sito del parco www.parconazionale.ch

     

    Il Consiglio del Parco coglie l’occasione per ringraziare tutti gli enti e i privati che hanno partecipato in modo serio e attivo al processo di consultazione, permettendo di avvicinare ulteriormente il progetto alle desiderata della popolazione che si esprimerà nel voto del 10 giugno prossimo. Alla luce di quanto deciso i Comuni, nelle prossime settimane, risponderanno direttamente agli autori delle richieste pervenute.

     

    Alcuni esempi

    La Società di Pesca Onsernone ha richiesto una leggera modifica della Zona Centrale Gole Isorno- Salmone. La proposta di stralcio non incide sul concetto generale della Zona centrale ed è compensata quasi interamente con la proposta di estensione.

     

    Alcune aziende agricole locali hanno chiesto di integrare nelle Zone Centrali alcune aree di pascolo, per esempio sul Salmone e in Val Camana, dove il bestiame, prevalentemente capre, può sconfinare in particolare in determinati periodi dell’anno. Ritenuto che il pascolo tradizionale è previsto anche nelle Zone Centrali e che le aree interessate sono esigue e legate alle aree di pascolo aziendale che si trovano nella zona periferica del parco, le richieste sono state integrate e aggiunte a quelle già presenti nelle nuove cartografie.

     

    Sono integrate pure le richieste dell’Unione Contadini Ticinesi che chiedeva di esplicitare nel regolamento che il pastore possa accedere ai pascoli nelle Zone Centrali e di precisare nel piano di gestione il coinvolgimento dell’UTC negli aspetti legati alla promozione dei prodotti locali, al coordinamento Marchio e degli Agriturismi.

     

    Il Club Alpino Svizzero, favorevole all’istituzione del parco, avena chiesto di precisare alcuni aspetti legati alle diciture dei sentieri sulle carte, alle aree di sosta, di chiarire che i sentieri situati sul confine di una Zona Centrale appartengono alla Zona Periferica, alla segnalazione delle vie sul terreno, al coinvolgimento da parte del Cantone per questioni che lo coinvolgono e all’introduzione di alcune vie alpine in Zona Centrale. Tutte queste richieste sono state accolte e integrate, così come alcune vie alpine, come per esempio quella che coinvolge la Cresta dei Lenzuoli sul Ghiridone, che è compatibile con la protezione della fauna, non essendo non situata a ridosso di zone in cui nidifica l’aquila.

     

    La Via Alta Vallemaggia chiedeva la compatibilità della via alpina che porta alla capanna di Ribia con il loro futuro percorso di Via Alta e questa gli è stata pure confermata.

     

    Abitanti e Comuni hanno poi chiesto di ampliare i sentieri di attraversamento delle Zona Centrali in cui si può accedere con cani al guinzaglio o per il trekking con i Lama. Le richieste sono state accolte, per esempio per i sentieri che collegano i Monti di Brissago e il Bosco di Maia.

     

    Aggiunte o chiarimenti nel Piano di Gestione

    Altri temi sono stati invece inseriti o precisati nel Piano di Gestione, come per esempio il tema della gestione degli organismi alloctoni invasivi, che anche con il parco e anche nelle Zone Centrali continuerà a essere di competenza del Cantone e dei Comuni che potranno naturalmente intervenire. Per la gestione dei grandi predatori, l’autorità federale UFAM ha confermato che, in generale, la zona centrale di un parco nazionale non fa eccezione rispetto alle leggi federali che regolano questo punto e che è soggetta agli stessi criteri del resto del territorio svizzero. Per quanto riguarda quindi il conteggio degli eventuali danni causati dal lupo, essi sono presi in conto anche nelle zone centrali senza differenza rispetto ad altre aree.

     

    Per quanto riguarda gli aspetti di polizia e di sorveglianza come definito nell’art. 3.4 del Regolamento delle Zone Centrali, questi saranno esercitati dai servizi cantonali competenti sulla base dei disposti legislativi di riferimento. Ciò significa che queste funzioni sono assunte da organi statali nell'ambito delle rispettive normali attività.

     

    L’obiettivo del Parco Nazionale del Locarnese è a promuoverne la visita con i mezzi pubblici, per i quali è stata verificata una strategia che prevede l’intensificazione delle frequenze nel trasporto pubblico e la creazione di posteggi di attestamento nell’agglomerato. Il primo di questi posteggi è allo studio presso la Caserma di Losone, futura casa del Parco.

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  • Nel bosco di Arcegno le storie si fanno itineranti…

    19.03

    Camminare, ascoltare, giocare, creare… anche quest’anno le occasioni per divertirsi andando alla scoperta del territorio con il Candidato Parco nazionale del Locarnese sono molteplici. Il prossimo appuntamento è proprio alle porte e si inserisce nel cartellone degli eventi proposti dalla Scuola nel Bosco di Arcegno. In programma sabato 24 marzo, vedrà protagonista l’attrice Stefania Mariani e le sue magiche storie in mezzo agli alberi.

    “Quello organizzato con la Scuola nel Bosco di Arcegno, in collaborazione con il Parco, sarà un bel sabato di teatro itinerante!”, spiega l’attrice Stefania Mariani che non vuole certo svelare tutto della giornata. “Racconterò delle storie legate al bosco e agli alberi in tre tappe diverse. Sarà un pomeriggio intenso dove verrà dato spazio al camminare, all’ascoltare, al creare…”. Tre storie di… è questo il titolo dello spettacolo che incanterà i piccoli partecipanti tra le 14 e le 16.30 di sabato 24 marzo.

    Sempre nell’ambito dei pomeriggi proposti dalla Scuola nel Bosco, si terrà poi un secondo appuntamento sostenuto dal Parco nella zona di Arcegno. Si tratta della Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo con il ceramista Marco Mumenthaler. In sua compagnia il prossimo 14 aprile si potrà infatti scoprire un mondo sconosciuto fatto di rocce, cave e antiche fornaci.

    Storie, natura, geologia… Questi due appuntamenti sono solo due esempi della bella collaborazione strettasi negli ultimi anni con la Scuola nel Bosco di Arcegno: "Grazie al prezioso sostegno del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese, oltre a migliorare l'accoglienza e la fruibilità dell'aula didattica, abbiamo sviluppato nuove attività tra cui il percorso sui "4 elementi", per risvegliare l'interesse ad avventurarsi con curiosità tra i boschi, gli stagni e le rocce montonate che fanno di Arcegno un ambiente più unico che raro”, spiega infatti la responsabile Cinzia Pradella.A beneficiarne sono state numerose scuole, ma non solo: grazie alle attività gratuite del sabato pomeriggio che si inaugurano questa settimana con i racconti di Stefania Mariani, e alla possibilità di affittare l'aula per corsi nella natura, stiamo registrando con grande piacere anche un aumento di gruppi, famiglie e singoli visitatori. È inoltre in fase di ripristino il sentiero didattico che ci collega a Losone, lungo il quale verranno poste informazioni naturalistiche per chiunque voglia riscoprire passeggiando le meraviglie della nostra regione. Vi aspettiamo, indipendentemente dall'età, il bosco parla al cuore di tutti."

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  • Erbe selvatiche nel Parco, la scoperta è a metà prezzo!

    18.03

    Quest’anno l’iniziativa “Nei Parchi svizzeri con l’Autopostale” porta diritto i visitatori nei campi del Candidato Parco nazionale del Locarnese. Fino al 31 ottobre, infatti, gli amanti delle escursioni con sfumature culinarie potranno scoprire il mondo delle erbe selvatiche e di come si cucinano seguendo nei prati e nei boschi delle Terre di Pedemonte e delle Centovalli Erica Bänziger, esperta nutrizionista e autrice di libri di ricette. Un’esperienza culinaria unica e a metà prezzo!

    Tornano anche quest’anno le offerte targate “Nei Parchi svizzeri con l’Autopostale” che per quanto riguarda il Candidato Parco nazionale del Locarnese questa volta saranno nel segno delle erbe e della cucina di Erica Bänziger. Cuoca e dietista di origini berlinesi, la nostra esperta vive da tempo con la famiglia nelle Terre di Pedemonte e propone, da marzo a ottobre, una passeggiata alla scoperta delle erbe selvatiche e commestibili di stagione nei prati e nei boschi delle Terre di Pedemonte e delle Centovalli. Interessati?

    La visita guidata si svolge il martedì (o su richiesta) tra le 10 e le 14, in estate anche tra le 16 e le 20. Costo intero: Fr. 50.- a persona (Fr. 12.- per i bambini). Nel prezzo è incluso un pic nic a tema.

    Per approfittare del metà prezzo basta entrare nel sito autopostale.ch, cliccare sull’icona “% MyPlus” e scaricare il buono che, presentato direttamente alla responsabile della gita, vi darà diritto allo sconto. Riservazioni entro le 17.30 del giorno precedente la visita a Erica Bänziger: +41(0) 79 354 12 30, erica@biogans.ch, www.ericabänziger.ch

    Punto di ritrovo: Stazione di Cavigliano.

     

     

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  • Cura del paesaggio e volontariato nel cuore del Parco

    11.03

    Appena aperte le iscrizioni per le due esperienze di volontariato per la cura del paesaggio in Valle Onsernone, sui prati magri di Gresso, e in Centovalli, sul Monte Comino.

    Il Comune di Onsernone e quello di Centovalli, insieme con il Candidato Parco Nazionale del Locarnese, la Fondazione Svizzera Azioni a favore del Paesaggio e Pro Natura Svizzera, riaprono le iscrizioni per chi volesse dedicarsi a un’esperienza di volontariato originale e autentica dal sapore nostrano: contribuire a prendersi cura del paesaggio in due splendide valli del futuro Parco Nazionale a stretto contatto con gli abitanti del luogo (iscrizioni su: www.umwelteinsatz.ch). La prima tappa primaverile si terrà nella Valle di Vergeletto, dove per una settimana i volontari potranno partecipare con gli operai comunali al progetto di pulizia dei prati magri sopra Gresso per preservarli dall’espansione del bosco che li circonda. Questi prati sono infatti un patrimonio paesaggistico di importanza nazionale e la loro salvaguardia è uno dei tanti progetti pilota promossi dal Comune di Onsernone e sostenuti dal Progetto Parco Nazionale. “L’anno scorso abbiamo cercato di ricreare il vecchio perimetro eliminando gli arbusti e le piante ad alto fusto” - spiega il tecnico comunale Ewan Freddi – “quest’anno, grazie anche all’aiuto del Parco e dei volontari, proseguiremo nella manutenzione e nella valorizzazione di tutta quest’area. Il Comune dispone infatti di sempre meno risorse per occuparsi della gestione di un vastissimo territorio, non solo i nuclei ma anche i monti, e nuove iniziative di recupero come questa non sarebbero possibili senza nuove forze e collaborazioni”.  

    In estate sarà invece il lavoro di fienagione nella splendida cornice del Monte Comino ad occupare gli agricoltori dilettanti: un prezioso aiuto per mantenere vivo questo gioiello delle Centovalli. In questa seconda settimana, i volontari saranno accompagnati dalla famiglia Bäschlin dell’azienda agricola Lamatrekking e alloggeranno alla Capanna Monte Comino, un magnifico rustico immerso nel verde, dalle fattezze tradizionali ma operante secondo dei criteri altamente ecologici  Oltre a questa attività di volontariato, il Monte Comino è facilmente raggiungibile in funivia ed è quindi il luogo ideale per un’escursione (da lì parte, ad esempio, il sentiero verso il Rifugio Corte Nuovo fresco di restauro). La Capanna è aperta per ristorazione nostrana e pernottamento da aprile a ottobre; info: 091 798 18 04/ info@montecomino.ch.

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  • Aperte le iscrizioni per l’estate sul campo nel Parco

    06.03

    È vero, l’estate è ancora molto lontana ma per certe avventure occorre muoversi per tempo se si vuole essere della partita. Sono infatti aperte da pochi giorni le iscrizioni a tre campi didattici estivi organizzati da enti e abitanti sul territorio, con il sostegno del Candidato Parco Nazionale del Locarnese. Si tratta di “Il tipì dei quattro elementi” sull’Alpe Casone a Ronco s/Ascona (5-11 agosto e 12-19 agosto), “Orto Loco” in Valle Onsernone (16-19 agosto), ambedue proposti con WWF Svizzera; e la colonia Weltu a Bosco Gurin (30 luglio – 3 agosto) proposta con l’Associazione Paesaggio Bosco Gurin e il Centro Natura Vallemaggia.

    Colonia Weltu Bosco Gurin - 30 luglio – 3 agosto

    “Attività ludiche per vivere, sentire e conoscere la natura”, con questa filosofia il Centro Natura Vallemaggia ripropone per il nono anno consecutivo la colonia diurna a Bosco Gurin. “Il segreto del suo successo? Forse è perché i Weltu sono tornati a sorridere nel bosco? – Risponde divertita la responsabile Rachele Gadea Martini ­– O perché in natura anche le relazioni sono più facili e si diventa facilmente amici di tutti… O perché è bello giocare, cucinare, sperimentare in natura? Penso che la nostra proposta piaccia un po’ per tutte queste cose”. Rivolta a ragazzi dai 6 agli 11 anni, la colonia si tiene dalle 10.00 alle 16.00 nel bosco dei Weltu e nei dintorni di Bosco Gurin. Il paese va raggiunto in modo autonomo. Info e iscrizioni: Rachele Gadea Martini, 076 693 74 40; rachele@cnvm.ch.

    “Il tipì dei quattro elementi” sull’Alpe Casone – 5-11 agosto e 12-19 agosto

    Continua a fare furore il campo natura WWF Svizzera “Il Tipì dei quattro elementi” allestito nella suggestiva cornice dell’Alpe Casone, sui monti di Ronco, con la collaborazione di agricoltori locali. Accampati in un grande prato circondato da boschi di faggio a 1300 metri di altitudine, i partecipanti dei due campi (età 9-11 il primo, 11-13 il secondo) vivranno a stretto contatto con la natura, dormendo in una grande tenda e cucinando all’aperto. Fuoco, aria, acqua e terra saranno i temi che accompagneranno le attività, le esplorazioni e i giochi della nostra vita quotidiana all’insegna della semplicità e dell’armonia con l’ambiente. Info e iscrizioni online: wwf.ch/campi.

    “Orto Loco in famiglia” in Valle Onsernone – 16-19 agosto

    Vivere quasi a chilometro zero è possibile! Scoprite come con “Orto Loco in famiglia”. La sfida è aperta a tutte le famiglie con bambini fino ai 10 anni che sono interessate ad un’esperienza fuori dal comune ma… in comune. Certo perché i partecipanti saranno chiamati a vivere a stretto contatto gli uni con gli altri, riscoprendo insieme il piacere di fare le cose con le proprie mani come per esempio il pane, lo yogurt e la marmellata per la prima colazione! “Il nostro obiettivo è che sia i bambini sia gli adulti tornino a casa con nozioni che poi potranno mettere in pratica, ognuno in base agli spazi che ha – spiega Nadir Cortesi dell’Associazione “Dalla Terra al Piatto” – Punteremo sul concetto di autoproduzione attraverso diverse attività pratiche. In questo i bambini giocheranno un ruolo centrale perché saranno loro a cucinare il pranzo dopo aver raccolto le verdure nell’orto. È proprio grazie a questo approccio che finiscono per mangiare tutto, persino le foglie dei ravanelli!” Insomma un’occasione unica per vivere il presente in armonia con la natura facendo tesoro del passato con un sguardo rivolto al futuro. Info e iscrizioni online: wwf.ch/campi.

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  • A Loco il piatto c’è ma non si vede…

    05.03

    Anche a primavera Casa Schira a Loco è pronta ad essere avvolta dalle tenebre per offrire ai partecipanti della “Cena al buio” un'esperienza davvero fuori dall'ordinario. Assaporare un pasto senza poterlo vedere è certamente un modo per immergersi nel mondo dei non vedenti alla scoperta della loro realtà, ma è anche l’occasione per scoprire qualcosa di noi stessi e dei nostri sensi. Per gli appuntamenti del 16 e 17 marzo ci sono ancora posti disponibili. Il menu comprende un aperitivo con stuzzichini, un primo e un secondo piatto, un dessert, vino e caffè. Il costo è di Fr. 85. p.p. Le iscrizioni sono obbligatorie e devono essere inoltrate entro il lunedì precedente la cena a Thomas Lucas – 079 822 56 34 – cenaalbuio@bluewin.ch.

    Ricordiamo che le cene al buio sono organizzate in collaborazione con Inclusion Handicap e il Candidato Parco Nazionale del Locarnese con il sostegno dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità nell’ambito del progetto “Il bosco nero”.

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  • Hai saputo che si è accesa la luce verde?

    25.02

    LO SAI… CHE LA NATURA E LA CULTURA SUPERANO LE FRONTIERE? 

    Fatti, non parole! 

    “Un ‘parco dal basso’ significa anche che la Confederazione modifica un’ordinanza federale per permettere al nostro progetto di adattarsi al meglio alla nostra realtà territoriale e storica. Ottime notizie arrivano oggi da Berna”, scrive mercoledì il Sindaco di Onsernone e Vice-Presidente del Parco Cristiano Terribilini sui social. I nostri Comuni e Patriziati l’avevano lanciato come un sogno, quello che permettesse di valorizzare, insieme alla Valle Onsernone, la contigua Valle dei Bagni. Questa settimana ce l’hanno fatta, grazie anche al prezioso sostegno dei Comuni di Craveggia, Re, Santa Maria Maggiore e Toceno, portando il Consiglio federale a creare le basi legali per la sua realizzazione. Questo, attraverso due nuovi strumenti: il primo, la revisione dell’Ordinanza federale sui Parchi d’importanza nazionale che permette ora di riconoscere come una zona centrale del Parco Nazionale del Locarnese l’area protetta che sarà istituita dai Comuni italiani proprietari della Valle dei Bagni solo nel caso in cui il Parco fosse approvato in votazione popolare. Il secondo strumento, l’approvazione di un accordo internazionale tra Svizzera e Italia per la collaborazione transfrontaliera. In parole povere, ogni paese crea il proprio tipo di area di protezione e di sviluppo, secondo la propria legge, e va a finanziarla con i propri mezzi. Ciò significa che la politica italiana va a sostenere l’area protetta della Valle dei Bagni e la politica svizzera va a sostenere il Parco Nazionale del Locarnese, con finanziamenti distinti. Su certi temi d’interesse comune si va però a lavorare insieme, in modo concertato, attraverso altri strumenti condivisi. Ne sono un esempio i progetti interreg come il restauro dei Bagni di Craveggia e la valorizzazione della sua fonte termale. Ai bandi interreg si ha infatti unicamente accesso quando sono presenti un partner svizzero e un partner estero che condividono degli obiettivi di sviluppo.  


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  • Luce verde dal Consiglio Federale Consiglio del Parco "Siamo molto soddisfatti"

    21.02


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  • Alla ricerca delle tracce degli animali sulla neve

    19.02


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  • Cosa ti piacerebbe ricevere per San Valentino?

    01.02

    Sabato 3 febbraio… è la giornata dell’“Onsernone Cup” a Vergeletto! Squadre locali e ospiti si sfideranno a colpi di bastone scivolando sul ghiaccio a partire dalle ore 13, mentre il pubblico dei tifosi potrà approfittare della fornita buvette. La finale alle ore 18.


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  • Ci “vediamo” a San Valentino!

    31.01

    Un regalo dal profondo significato sociale: è questa la proposta di Unitas – L’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, Inclusion Handicap e Candidato Parco Nazionale del Locarnese per questo San Valentino. Durante la “Cena al buio” che si terrà martedì 13 e mercoledì 14 febbraio in Casa Schira a Loco le cameriere Marisa e Barbara, invece di farsi guidare, per una volta accompagneranno i commensali nella conoscenza del loro mondo. È così che la “Cena al buio” diventa un’occasione di sensibilizzazione e di integrazione professionale delle persone cieche e ipovedenti.   

    “All’inizio ero scettica: mi era stato più volte proposto di partecipare alla “Cena al buio”, ma mi ero sempre rifiutata per paura di rendermi vulnerabile”, è un’ospite a raccontarci la sua esperienza. “L’anno scorso mi sono fatta coraggio e ci sono andata. È stato bellissimo, mi sono divertita così tanto che in autunno ci sono tornata per la seconda volta! È difficile immaginare cosa succede al buio se non lo si prova sulla propria pelle: si perde la concezione dello spazio e perciò tutti parlano ad alta voce. Si perdono anche le inibizioni e non potendo vedere il cibo, lo si tocca, lo si gusta in modo diverso. Sentivo la mia vicina di tavola leccare il piatto. Poi ridendo, grazie anche ai consigli delle cameriere Marisa e Barbara, si impara a controllarsi”. Quella lanciata da Unitas, Inclusion Handicap e il futuro Parco Nazionale del Locarnese è dunque una sfida a lasciarsi andare e ad avvicinarsi ad un mondo troppo spesso ancora taciuto, quello delle persone cieche e ipovedenti. La “Cena al buio” non è infatti solo un appuntamento gastronomico e un progetto di sviluppo socio-economico che coinvolge produttori e promotori permettendo il reinserimento professionale di persone con disabilità, ma anche e soprattutto un’occasione profondamente umana di incontro e di scambio. Per la Festa degli innamorati, nelle sere di martedì 13 e mercoledì 14 febbraio, sarà loro proposto un menù speciale a sorpresa romanticamente ideato dal cuoco e guida PluSport Thomas Lucas con prodotti di stagione. Il tutto accompagnato da qualche bicchiere di vino locale dall’effetto afrodisiaco.

    La “Cena al buio” sarà proposta anche venerdì 16 e sabato 17 marzo, sempre alle ore 19. Fr. 85.- a persona includono aperitivo e stuzzichini, primo piatto, piatto forte, dessert, vino e caffè. I posti sono limitati a 12 partecipanti e le iscrizioni sono da far pervenire entro venerdì 9 febbraio, rispettivamente lunedì 12 marzo a Thomas Lucas, 079 822 56 34, cenaalbuio@bluewin.ch. Per maggiori informazioni e altre iniziative nell’ambito del progetto generale “Un Parco per tutti: accessibilità a 360°”: parconazionale.ch.

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  • Costruisci una cassetta nido per gli uccellini di Palagnedra

    24.01

    Una giornata tutta dedicata al bosco e agli uccelli, con pranzo offerto, vi aspetta sabato 27 gennaio a Palagnedra!

    Il Municipio delle Centovalli e l’Associazione Protezione Uccelli Selvatici (APUS), in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese, invita le famiglie ad un’imperdibile attività e alla visita dell’installazione “Il bosco in una stanza”.

    La giornata comincerà alle 10.00 alla Casa Comunale di Palagnedra, dove le famiglie potranno cimentarsi nella costruzione di cassette nido per gli uccelli sotto la guida di Célia Dias, presidente dell’Associazione Protezione Uccelli Selvatici. Dopo un pranzo offerto si appenderanno le cassette nido alla Casa Comunale e si imparerà il canto degli uccelli giocando. Da non perdere è anche l’installazione “Il bosco in una stanza” dove, infilando la testa in uno dei buchi sul fondo, ci si troverà faccia a faccia con una coppia di picchi, una gazza e una ghiandaia, e si potranno ascoltare l’incredibile varietà di canti degli uccelli che popolano i nostri boschi. Infine, se il ghiaccio lo permette, sarà possibile farsi una pattinata finale sulla pista, quindi… non dimenticatevi i pattini!

    L’installazione “Il Bosco in una stanza” si trova accanto alla pista di ghiaccio e al parco giochi ed è aperta al pubblico tutti i pomeriggi. L’allestimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione di: Ezio Marconi (Comologno), Renzo Ugas (Locarno) e Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino; e al contributo dei diversi artigiani della regione: Elettricità Jelmoni (Brissago), Mayor giardini (Cavigliano), Amman sat (Losone), Cau Danilo trasporti (Palagnedra), LC Rossi (Losone) e Saccol Sagl (Golino).

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  • Lo sai che Knorrli è un Gurijner? Newsletter del Parco, gennaio 2018

    11.01

    LO SAI… COS’È UNO SGRAFFITO? 

    L’omino “Knorrli”, quel pupazzetto vestito di rosso che ogni giorno, o quasi, sbuca sulle tavole di tutti gli Svizzeri. Chi non se lo ricorda?!? Eppure pochi sanno che “Knorrli” è originario di Bosco Gurin e che è stato creato dall’estro dell’illustratore e pittore Hans Anton Tomamichel. Oggi è la figlia Cornelia a prendersi cura del patrimonio artistico lasciato dal padre, tra cui un secondo capolavoro: lo sgraffito “Le quattro stagioni”. Realizzato nel 1965 in una delle sale dell’ex Fabbrica RiRi di Medrisio e da lì recuperato prima della demolizione, questo sgraffito a fresco, ottenuto con l’applicazione di strati di intonaco dai colori contrastanti su superficie umida, necessita ora di un importante lavoro di restauro per essere conservato e tramandato. Un pezzo di storia Walser e anche di storia dell’arte ticinese, nato dal profondo amore dell’artista per la sua terra con le sue tradizioni.


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