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  • Il Progetto Parco Nazionale del Locarnese diventa Regione-Energia

    18.04

    Il territorio del progetto Parco Nazionale del Locarnese diventa Regione-Energia, con un progetto per agevolare i Comuni che vi fanno parte ad una gestione delle risorse più intelligente e a contatto con i cittadini.

    Gli 8 Comuni del progetto Parco Nazionale del Locarnese (PNL) lavorano molto attivamente da parecchi anni per la propria efficienza energetica locale, sviluppando Piani Energetici Comunali (PECo), aprendo sportelli ed uffici energia, ricevendo certificazioni, ecc. Dall’anno 2016, con il PNL si stanno confrontando per sviluppare un percorso condiviso di pianificazione energetica su scala regionale[1]. Un gruppo di lavoro coordinato dall’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC) della SUPSI e composto da rappresentati dei Comuni, delle aziende elettriche ed esperti del settore energetico, si è riunito in diverse occasioni per definire insieme nuove possibili misure da implementare sul territorio in sinergia.

    È così emersa l’intenzione di sottoporre all’Ufficio Federale dell’Energia (UFE) la propria candidatura per lo sviluppo di un progetto sui temi della riduzione del fabbisogno energetico e lo sfruttamento ottimale delle fonti energetiche rinnovabili del proprio territorio, tramite la collaborazione tra Comuni e lo sfruttamento del know-how di imprese locali.

    L’adesione del PNL all’associazione “Città dell’Energia” ha quindi permesso di presentarsi al programma di sostegno “Regione-Energia” per il periodo 2018/2019. La candidatura è stata recentemente accettata dall’organo della Confederazione che, insieme al sostegno del Cantone Ticino, ha dato il via libera al progetto Parco Smart per l’energia.

    Con questo progetto s’intende dare la possibilità ai Comuni del PNL di integrare tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare per quanto riguarda il tema dell’efficienza energetica, nel proprio sistema socio-tecnico.

    Si tratta di un progetto che mira a sviluppare insieme un territorio dei Comuni del PNL più efficiente, più rispettoso dell'ambiente e più attrattivo attraverso l'uso delle tecnologie digitali, con le quali migliorare e aggiungere servizi per i cittadini e per i visitatori della regione.

    Un esempio inquesto senso potrebbe essere dato da cestini pubblici capaci di compattare il loro contenuto fino a 6 volte quello di un cestino standard risparmiando così in ocsti di gestione e garantendo maggiore efficienza.

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  • “Il bosco in una stanza” fa tappa nelle Terre di Pedemonte

    17.04

    L’installazione “Il bosco in una stanza” è arrivata nelle Terre di Pedemonte, venite a scoprire la magia del bosco! Sabato 21 aprile si terrà in un grande prato di fianco alle Scuole Elementari di Verscio anche un’attività per le famiglie all’insegna della primavera: creare delle bombe di semi e altri giochi!

    “Io e i miei compagni veniamo sempre qui prima che suona la campanella della scuola” racconta entusiasta una bambina intenta a scoprire quanti animaletti imbalsamati si nascondono nel “Bosco in una stanza”. Questo aprile l’installazione, che prosegue il suo viaggio nei Comuni del futuro Parco Nazionale del Locarnese, fa tappa nelle Terre di Pedemonte, su un grande prato comunale di fianco alle Scuole Elementari di Verscio. Passate di lì e infilate la testa in uno dei buchi sul fondo… la sorpresa è garantita! Una sorpresa pensata per divertire ma anche per riflettere. I boschi sono una realtà che conosciamo bene nel nostro territorio, e proprio per questo possono diventare una presenza scontata e banale. A volte un semplice trucco, come quello di decontestualizzare un bosco nascondendolo in una scatola, ci permette di far rinascere lo stupore e la voglia di riscoprire queste bellezze naturali che ci circondano. L’installazione è aperta e visitabile tutti i giorni. Per approfittare dell’arrivo della primavera in compagnia, il Comune delle Terre di Pedemonte, in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese, invita le famiglie sabato 21 aprile, tra le 14.00 e le 17.00, non solo a scoprire questa scatola misteriosa, ma anche a partecipare a delle attività con la biologa ed educatrice ambientale Cinzia Pradella che proporrà dei giochi all’aperto e mostrerà come fare delle bombe di semi che le famiglie potranno portare a casa e far fiorire.

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  • In sessanta inaugurano il Sentiero del Sole

    16.04

    Erano almeno una sessantina le persone che domenica si sono avventurate sul rinnovato, e ritrovato, Sentiero del Sole, antica via che un tempo collegava Auressio alle Terre di Pedemonte, oggi di nuovo interamente percorribile anche grazie al sostegno del progetto Parco nazionale del Locarnese che ne ha finanziato parte del recupero. Buon riscontro di pubblico anche per l'attività di sabato pomeriggio organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. Una trentina i partecipanti alla “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo”.

    Domenica mattina una sessantina di persone hanno raggiunto Auressio per partecipare all’inaugurazione del ritrovato Sentiero del Sole, storico collegamento tra Onsernone e Terre di Pedemonte dai panorami mozzafiato, il cui recupero stato o possibile to tra Onsernone e TErre di Pedemonte lungo una via a mezza montagna dai panorami mozzafiato.ato il prosismo è stato possibile anche grazie al progetto di Parco nazionale del Locarnese. “Ringrazio Giuseppe Pepo Poncini qui presente, che è la persona all'origine di questa idea, di questo sentiero che permette di collegare Auressio alle Terre di Pedemonte sempre restando a monte della strada cantonale”, ha spiegato il sindaco delle Terre di Pedemonte, Fabrizio Garbani-Nerini, in un breve discorso a braccio prima della partenza. “Il suo nome Sentiero del sole non è casuale, effettivamente - quando non è nuvoloso come ahimé oggi - è esposto al sole per molte ore, anche d’inverno quando invece nei villaggi l’ombra giunge già nel primo pomeriggio. Quanto facciamo oggi è un piccolo esempio di cosa il Parco può fare: l’idea del sentiero è nata dal territorio (dal gruppo sentieri Terre di Pedemonte) poi è stata finanziata da Comuni, da sostenitori privati e infine anche dal Parco, che ha fornito le risorse mancanti per completarlo, in particolare con la messa in sicurezza del nuovo tratto tra Crato e Gerbi (Monti di Cavigliano); Parco che aiuta anche nella promozione accrescendone la visibilità. Il Parco non va visto come una sorta di caserma dove non si può più fare niente, bensì va visto come un ente che coordina, promuove e finanzia le belle idee che vengono dal territorio, idee che vengono dagli enti pubblici, idee che vengono anche da piccoli imprenditori privati che hanno voglia di investire nella nostra regione, sia per il turismo, sia per la produzione di prodotti genuini. Detto questo non mi dilungo oltre, vedo che siamo tutti, quindi avviamoci pian piano sul sentiero…”.

    La mancanza di sole non ha intaccato l’umore dei partecipanti che di passo in passo hanno raggiunto la Bettola montana sui Monti di Verscio per rifocillarsi con un buon risotto. Dopo la pausa pranzo, un gruppo di una ventina d’irriducibili ha continuato l’escursione fino a Ponte Brolla dove, stanchi ma soddisfatti, sono giunti attorno alle 16.30. Non è mancata una tappa al Castelliere per vedere il bel lavoro di recupero svolto lo scorso autunno, anch’esso con il sostegno del Parco.

    Baciata invece dal sole, la “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo” organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. La trentina di partecipanti ha seguito sabato pomeriggio il ceramista Marco Mumenthaler nel bosco attorno ad Arcegno per scoprire un affascinante mondo fatto di cave, fornaci e incisioni rupestri. Rapito il pubblico che ha visto nel percorso il potenziale per creare un sentiero didattico legato al tema; un progetto di cui esiste già una traccia e che potrebbe diventare realtà nei primi dieci anni di gestione del Parco, qualora fosse approvato il prossimo 10 giugno.

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  • Passeggiata in compagnia per l’inaugurazione del sentiero del sole

    10.04

    Il 15 aprile sarà battezzato il Sentiero del Sole, uno dei progetti pilota del futuro Parco nazionale del Locarnese, un cammino tutto al sole che percorre le Terre di Pedemonte, da Auressio a Ponte Brolla. Un pranzo offerto alla Bettola Montana da Rosy sui monti di Verscio ricaricherà le energie dei partecipanti.

    Il 15 aprile sarà inaugurato il Sentiero del Sole che collega Auressio a Ponte Brolla. Una lunga passeggiata in compagnia tutta baciata dal sole: ecco una proposta domenicale per celebrare la primavera! “L’iniziativa è nata dalla commissione sentieri non ufficiali (SNU) e il Comune delle Terre di Pedemonte per rivalorizzare il primo collegamento storico tra Auressio e Cavigliano, ed è poi stato esteso per abbracciare tutte le Terre di Pedemonte fino a Ponte Brolla” spiega uno dei fondatori della SNU, Giuseppe Poncini - meglio conosciuto come Pep – “Questo sentiero è uno dei progetti pilota del candidato Parco nazionale del Locarnese, e se siamo riusciti a riportarlo alla luce è soprattutto grazie al Parco che ne ha finanziato gran parte dei lavori. In queste cose bisogna sempre trovare qualcuno che ti sostenga se no poche idee si realizzano”. Questa giornata sarà anche l’occasione di farsi raccontare le storie e curiosità dei monti della zona e dei loro nomi. È infatti grazie alla passione per la montagna di Pep che i monti delle Terre di Pedemonte sono segnalati con una targhetta che ne indica il nome e l’altezza.

    Il programma della giornata prevede la partenza dall’infopoint ad Auressio alle 08.00, raggiungibile con l’autopostale da Locarno alle 7.05, dal ponte di Intragna alle 07.23 e all’entrata della Valle Onsernone alle 07.26. Una sosta è prevista sui monti di Verscio, dove gustare un buon pranzo offerto alla Bettola Montana da Rosy (gradita la riservazione a info@parconazionale.ch o al 091 751 83 05).

    Il sentiero, che scorre su tracciati cantonali ufficiali e sulla rete non ufficiale locale, non presenta grandi dislivelli, portandolo così alla portata di molti. Bisogna però essere prudenti in alcuni punti più impegnativi. La durata complessiva della passeggiata sarà di 6 o 7 ore ad un passo tranquillo e con pranzo incluso, ma la cosa bella del Sentiero del Sole è che può essere accorciato deviando su altri sentieri che portano a Cresmino, Cavigliano, Verscio e Tegna.

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  • Dopo la poesia, “Antenati con le Radici” indossa il grembiule e va ai Grotti

    10.04

    “Mi è particolarmente piaciuto l’aspetto interattivo con il pubblico, il muoversi insieme agli artisti per il parco e soprattutto l’aver potuto far parte di una giuria popolare e votare la poesia preferita tra quelle in concorso”. È così che una partecipante ha definito lo spettacolo “Antenati con le radici : Fruscìo di foglie” domenica scorsa al Parco dei Poeti di Ascona. Un pubblico caloroso, dopo momenti di danza, teatro e musica, ha potuto far parte di una giuria popolare e eleggere la migliore poesia tra le sei selezionate nel concorso “Alberi centenari in città”, lanciato dal Teatro dei Fauni e dall’Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana. Vincenzo Farina ha ricevuto il primo premio dalla giuria ufficiale, mentre la giuria popolare ha eletto vincitrice “Felice” di Giovanna Trosi.

    Toccanti sono stati anche gli interventi dello scrittore Alberto Nessi sul ruolo dell’albero in poesia, nella musica, nell’arte e nella storia, e di Pippo Gianoni, direttore scientifico del Progetto Parco nazionale del Locarnese, sull’importante e attuale tematica dell’acqua. Molto apprezzato anche l’ottimo risotto preparato dai bravissimi cuochi dell’AMA (Associazione Manifestazioni Ascona) che per l’occasione hanno sfoggiato vivaci grembiuli creati dalla sarta Sara Pace dell’atelier Leti Abiti fatati di Comologno. “Ho confezionato i primi grembiuli per il team della Pro Risotto in occasione del Mercato dei Parchi a Berna dell’anno scorso. Adesso grazie a questo appuntamento con l’AMA lanciamo la produzione personalizzata dei grembiuli anche per i privati”. I grembiuli, come già sono le magliette del candidato Parco, potranno essere ordinati sul sito www.parconazionale.ch e personalizzati con il soggetto che ciascuno preferisce grazie alle doti creative di Sara. Un modo originale per sostenere un’artigiana locale e offrire o offrirsi un regalo unico.

    Il prossimo appuntamento con uno spettacolo della serie “Antenati con le Radici” nel comprensorio del Candidato Parco nazionale del Locarnese, porterà in scena sabato 5 maggio i “Mestieri e misteri”. A fare da teatro all’evento saranno questa volta i pittoreschi e ancora poco conosciuti grotti di Ponte Brolla dove, sempre a passo di musica, danza, teatro e racconti, si parlerà di leggende e tradizioni dei mestieri del passato e del loro legame con la natura e gli alberi.

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  • L’Alleanza dei Patriziati Ticinesi lancia una campagna nel Locarnese: si fa trovare in bucalettere!

    25.03

    Sono oltre 10'000 le bucalettere locarnesi che negli scorsi giorni hanno ricevuto l’edizione primaverile della “Rivista Patriziale Ticinese”. “La Rivista è l’organo ufficiale d’informazione dell’ALPA - l’Alleanza Patriziale Ticinese - associazione che raggruppa i 202 Patriziati ticinesi. “La Rivista è un organo di comunicazione importante, che, oltre ad affrontare vari temi di interesse generale e di attualità, presenta interessanti e curiosi contributi legati al nostro territorio. I Patriziati, proprietari di buona parte del territorio cantonale (ca. il 70%), presentano e raccontano la loro realtà, le loro iniziative concrete e i diversi progetti di gestione e valorizzazione del territorio”, spiega Rachele Allidi, membro del Consiglio direttivo dell’ALPA e Presidente del Patriziato di Ascona. “È venuto da sé che la Rivista dedicasse spazio anche ad una realtà che impegna insieme diversi Patriziati del Locarnese, il progetto di Parco Nazionale del Locarnese”. Quest’edizione della Rivista dedica infatti un articolo, tra altri, al Candidato Parco Nazionale e alla sua regione che si estende dalle Isole di Brissago, il punto più basso della Svizzera, al nucleo Walser di Bosco Gurin passando per le vaste distese forestali delle Centovalli e dell’Onsernone di proprietà dei Patriziati di Palagnedra con Rasa, Borgnone, Onsernone e Comologno. Per questi e gli altri Patriziati che partecipano al Consiglio del Parco – Ascona, Bosco Gurin, Brissago, Intragna con Golino e Verdasio, Losone, Ronco s/Ascona, Tegna e Terre di Pedemonte con Auressio – il Parco rappresenta un modo per dare un nuovo valore a questo grande capitale territoriale ora in parte inespresso, poiché si tratta di zone dalla difficile raggiungibilità, fruibilità e gestione. Per alcuni Patriziati come ad esempio quello di Borgnone o di Comologno, questo significa la sopravvivenza e la possibilità di realizzare progetti importanti per il mantenimento dei sentieri, degli stabili, del patrimonio culturale come nel caso del recupero del Rifugio Corte Nuovo sul Ruscada, del restauro della Via Crucis di Comologno e degli interventi di miglioria all’Alpe Salei, già portati a termine con il sostegno anche del futuro Parco Nazionale.

     

    L’ALPA in collaborazione con i Patriziati del Parco coglie dunque l’occasione per farsi conoscere presso la popolazione, lanciando una campagna d’abbonamenti a tutti i fuochi. Per maggiori info: alleanzapatriziale@gmail.com, alleanzapatriziale.ch.

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  • Un Parco ancora migliore

    22.03

    È stata adottata la versione definitiva della Carta del Parco Nazionale del Locarnese, il documento che ne indica le modalità di funzionamento per i prossimi 10 anni. La popolazione degli 8 comuni interessati dal progetto si potrà dunque esprimere nelle urne il prossimo 10 giugno.


    Consultazione con ampio coinvolgimento pubblico

    Nel corso di una serie di serate informative gli 8 comuni promotori del Parco Nazionale del Locarnese hanno coinvolto la popolazione e gli attori locali in una consultazione pubblica sulla Carta del Parco. Questi incontri, 11 in tutto e distribuiti nei vari comuni del parco, hanno avuto luogo tra il 10 ottobre e l’11 dicembre 2017. Essi sono stati accompagnati da 45 sportelli informativi e da numerosi incontri bilaterali. La consultazione ha visto anche la partecipazione dei Consiglieri di Stato Claudio Zali e Christian Vitta che con i loro dipartimenti sono coinvolti nei lavori, degli 8 Sindaci e di numerosi municipali, dei responsabili del Cantone e dei tecnici del Progetto di Parco nazionale. Chi voleva esprimersi ha quindi potuto quindi scegliere la modalità che gli era più congeniale. Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, il Consiglio del Parco, i Comuni e i Patriziati, il Cantone e la Confederazione si sono chinati sulle richieste inoltrate a seguito di questa consultazione e hanno integrato nella Carta quanto ha potuto migliorare il progetto stesso.

     

    Soddisfazione per il risultato della consultazione

    L’ampio processo di partecipazione ha permesso di verificare le modalità del progetto di parco con un ulteriore importante confronto con gli attori del territorio e con la popolazione. Sono state così raccolte 31 osservazioni, che includono anche richieste molto specifiche, inviate ai rispettivi Comuni. La qualità delle richieste raccolte permette in generale di costatare, che gli attori che si sono espressi erano già stati ampiamente coinvolti nei lavori preparatori sui singoli temi e che per questa ragione le richieste pervenute non hanno sollevato problemi di fondo.

     

    Le osservazioni inoltrate possono essere suddivise in due tipologie: quelle puntuali, che riguardano elementi precisi del progetto, e altre più generiche. La pertinenza delle stesse rispecchia anche il grande lavoro di coinvolgimento del territorio effettuato dai Comuni e dai Patriziati in questi anni di progettazione e di test effettuati tramite oltre 150 progetti pilota e che ha dunque permesso di integrarne la maggior parte (oltre i 2/3) nei diversi elementi della Carta (Statuto, Convenzione Regolamento Zone centrali e contenuti delle Zone Centrali stesse).

     

    La consultazione ha migliorato ulteriormente il progetto

    Data la quantità e la qualità delle osservazioni ricevute, il processo di partecipazione pubblica ha premesso da un lato di verificare positivamente la qualità del progetto di parco e dall’altro di accogliere una serie di proposte interessanti che hanno permesso di migliorarne ulteriormente la qualità. Mercoledì 21 marzo, il Consiglio del Parco, dopo esame anche da parte dei Comuni, del Cantone e della Confederazione, ha dunque adottato la versione definitiva dei vari elementi della Carta, i quali sono ora pubblicati sul sito del parco www.parconazionale.ch

     

    Il Consiglio del Parco coglie l’occasione per ringraziare tutti gli enti e i privati che hanno partecipato in modo serio e attivo al processo di consultazione, permettendo di avvicinare ulteriormente il progetto alle desiderata della popolazione che si esprimerà nel voto del 10 giugno prossimo. Alla luce di quanto deciso i Comuni, nelle prossime settimane, risponderanno direttamente agli autori delle richieste pervenute.

     

    Alcuni esempi

    La Società di Pesca Onsernone ha richiesto una leggera modifica della Zona Centrale Gole Isorno- Salmone. La proposta di stralcio non incide sul concetto generale della Zona centrale ed è compensata quasi interamente con la proposta di estensione.

     

    Alcune aziende agricole locali hanno chiesto di integrare nelle Zone Centrali alcune aree di pascolo, per esempio sul Salmone e in Val Camana, dove il bestiame, prevalentemente capre, può sconfinare in particolare in determinati periodi dell’anno. Ritenuto che il pascolo tradizionale è previsto anche nelle Zone Centrali e che le aree interessate sono esigue e legate alle aree di pascolo aziendale che si trovano nella zona periferica del parco, le richieste sono state integrate e aggiunte a quelle già presenti nelle nuove cartografie.

     

    Sono integrate pure le richieste dell’Unione Contadini Ticinesi che chiedeva di esplicitare nel regolamento che il pastore possa accedere ai pascoli nelle Zone Centrali e di precisare nel piano di gestione il coinvolgimento dell’UTC negli aspetti legati alla promozione dei prodotti locali, al coordinamento Marchio e degli Agriturismi.

     

    Il Club Alpino Svizzero, favorevole all’istituzione del parco, avena chiesto di precisare alcuni aspetti legati alle diciture dei sentieri sulle carte, alle aree di sosta, di chiarire che i sentieri situati sul confine di una Zona Centrale appartengono alla Zona Periferica, alla segnalazione delle vie sul terreno, al coinvolgimento da parte del Cantone per questioni che lo coinvolgono e all’introduzione di alcune vie alpine in Zona Centrale. Tutte queste richieste sono state accolte e integrate, così come alcune vie alpine, come per esempio quella che coinvolge la Cresta dei Lenzuoli sul Ghiridone, che è compatibile con la protezione della fauna, non essendo non situata a ridosso di zone in cui nidifica l’aquila.

     

    La Via Alta Vallemaggia chiedeva la compatibilità della via alpina che porta alla capanna di Ribia con il loro futuro percorso di Via Alta e questa gli è stata pure confermata.

     

    Abitanti e Comuni hanno poi chiesto di ampliare i sentieri di attraversamento delle Zona Centrali in cui si può accedere con cani al guinzaglio o per il trekking con i Lama. Le richieste sono state accolte, per esempio per i sentieri che collegano i Monti di Brissago e il Bosco di Maia.

     

    Aggiunte o chiarimenti nel Piano di Gestione

    Altri temi sono stati invece inseriti o precisati nel Piano di Gestione, come per esempio il tema della gestione degli organismi alloctoni invasivi, che anche con il parco e anche nelle Zone Centrali continuerà a essere di competenza del Cantone e dei Comuni che potranno naturalmente intervenire. Per la gestione dei grandi predatori, l’autorità federale UFAM ha confermato che, in generale, la zona centrale di un parco nazionale non fa eccezione rispetto alle leggi federali che regolano questo punto e che è soggetta agli stessi criteri del resto del territorio svizzero. Per quanto riguarda quindi il conteggio degli eventuali danni causati dal lupo, essi sono presi in conto anche nelle zone centrali senza differenza rispetto ad altre aree.

     

    Per quanto riguarda gli aspetti di polizia e di sorveglianza come definito nell’art. 3.4 del Regolamento delle Zone Centrali, questi saranno esercitati dai servizi cantonali competenti sulla base dei disposti legislativi di riferimento. Ciò significa che queste funzioni sono assunte da organi statali nell'ambito delle rispettive normali attività.

     

    L’obiettivo del Parco Nazionale del Locarnese è a promuoverne la visita con i mezzi pubblici, per i quali è stata verificata una strategia che prevede l’intensificazione delle frequenze nel trasporto pubblico e la creazione di posteggi di attestamento nell’agglomerato. Il primo di questi posteggi è allo studio presso la Caserma di Losone, futura casa del Parco.

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  • Nel bosco di Arcegno le storie si fanno itineranti…

    19.03

    Camminare, ascoltare, giocare, creare… anche quest’anno le occasioni per divertirsi andando alla scoperta del territorio con il Candidato Parco nazionale del Locarnese sono molteplici. Il prossimo appuntamento è proprio alle porte e si inserisce nel cartellone degli eventi proposti dalla Scuola nel Bosco di Arcegno. In programma sabato 24 marzo, vedrà protagonista l’attrice Stefania Mariani e le sue magiche storie in mezzo agli alberi.

    “Quello organizzato con la Scuola nel Bosco di Arcegno, in collaborazione con il Parco, sarà un bel sabato di teatro itinerante!”, spiega l’attrice Stefania Mariani che non vuole certo svelare tutto della giornata. “Racconterò delle storie legate al bosco e agli alberi in tre tappe diverse. Sarà un pomeriggio intenso dove verrà dato spazio al camminare, all’ascoltare, al creare…”. Tre storie di… è questo il titolo dello spettacolo che incanterà i piccoli partecipanti tra le 14 e le 16.30 di sabato 24 marzo.

    Sempre nell’ambito dei pomeriggi proposti dalla Scuola nel Bosco, si terrà poi un secondo appuntamento sostenuto dal Parco nella zona di Arcegno. Si tratta della Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo con il ceramista Marco Mumenthaler. In sua compagnia il prossimo 14 aprile si potrà infatti scoprire un mondo sconosciuto fatto di rocce, cave e antiche fornaci.

    Storie, natura, geologia… Questi due appuntamenti sono solo due esempi della bella collaborazione strettasi negli ultimi anni con la Scuola nel Bosco di Arcegno: "Grazie al prezioso sostegno del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese, oltre a migliorare l'accoglienza e la fruibilità dell'aula didattica, abbiamo sviluppato nuove attività tra cui il percorso sui "4 elementi", per risvegliare l'interesse ad avventurarsi con curiosità tra i boschi, gli stagni e le rocce montonate che fanno di Arcegno un ambiente più unico che raro”, spiega infatti la responsabile Cinzia Pradella.A beneficiarne sono state numerose scuole, ma non solo: grazie alle attività gratuite del sabato pomeriggio che si inaugurano questa settimana con i racconti di Stefania Mariani, e alla possibilità di affittare l'aula per corsi nella natura, stiamo registrando con grande piacere anche un aumento di gruppi, famiglie e singoli visitatori. È inoltre in fase di ripristino il sentiero didattico che ci collega a Losone, lungo il quale verranno poste informazioni naturalistiche per chiunque voglia riscoprire passeggiando le meraviglie della nostra regione. Vi aspettiamo, indipendentemente dall'età, il bosco parla al cuore di tutti."

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  • Erbe selvatiche nel Parco, la scoperta è a metà prezzo!

    18.03

    Quest’anno l’iniziativa “Nei Parchi svizzeri con l’Autopostale” porta diritto i visitatori nei campi del Candidato Parco nazionale del Locarnese. Fino al 31 ottobre, infatti, gli amanti delle escursioni con sfumature culinarie potranno scoprire il mondo delle erbe selvatiche e di come si cucinano seguendo nei prati e nei boschi delle Terre di Pedemonte e delle Centovalli Erica Bänziger, esperta nutrizionista e autrice di libri di ricette. Un’esperienza culinaria unica e a metà prezzo!

    Tornano anche quest’anno le offerte targate “Nei Parchi svizzeri con l’Autopostale” che per quanto riguarda il Candidato Parco nazionale del Locarnese questa volta saranno nel segno delle erbe e della cucina di Erica Bänziger. Cuoca e dietista di origini berlinesi, la nostra esperta vive da tempo con la famiglia nelle Terre di Pedemonte e propone, da marzo a ottobre, una passeggiata alla scoperta delle erbe selvatiche e commestibili di stagione nei prati e nei boschi delle Terre di Pedemonte e delle Centovalli. Interessati?

    La visita guidata si svolge il martedì (o su richiesta) tra le 10 e le 14, in estate anche tra le 16 e le 20. Costo intero: Fr. 50.- a persona (Fr. 12.- per i bambini). Nel prezzo è incluso un pic nic a tema.

    Per approfittare del metà prezzo basta entrare nel sito autopostale.ch, cliccare sull’icona “% MyPlus” e scaricare il buono che, presentato direttamente alla responsabile della gita, vi darà diritto allo sconto. Riservazioni entro le 17.30 del giorno precedente la visita a Erica Bänziger: +41(0) 79 354 12 30, erica@biogans.ch, www.ericabänziger.ch

    Punto di ritrovo: Stazione di Cavigliano.

     

     

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  • Cura del paesaggio e volontariato nel cuore del Parco

    11.03

    Appena aperte le iscrizioni per le due esperienze di volontariato per la cura del paesaggio in Valle Onsernone, sui prati magri di Gresso, e in Centovalli, sul Monte Comino.

    Il Comune di Onsernone e quello di Centovalli, insieme con il Candidato Parco Nazionale del Locarnese, la Fondazione Svizzera Azioni a favore del Paesaggio e Pro Natura Svizzera, riaprono le iscrizioni per chi volesse dedicarsi a un’esperienza di volontariato originale e autentica dal sapore nostrano: contribuire a prendersi cura del paesaggio in due splendide valli del futuro Parco Nazionale a stretto contatto con gli abitanti del luogo (iscrizioni su: www.umwelteinsatz.ch). La prima tappa primaverile si terrà nella Valle di Vergeletto, dove per una settimana i volontari potranno partecipare con gli operai comunali al progetto di pulizia dei prati magri sopra Gresso per preservarli dall’espansione del bosco che li circonda. Questi prati sono infatti un patrimonio paesaggistico di importanza nazionale e la loro salvaguardia è uno dei tanti progetti pilota promossi dal Comune di Onsernone e sostenuti dal Progetto Parco Nazionale. “L’anno scorso abbiamo cercato di ricreare il vecchio perimetro eliminando gli arbusti e le piante ad alto fusto” - spiega il tecnico comunale Ewan Freddi – “quest’anno, grazie anche all’aiuto del Parco e dei volontari, proseguiremo nella manutenzione e nella valorizzazione di tutta quest’area. Il Comune dispone infatti di sempre meno risorse per occuparsi della gestione di un vastissimo territorio, non solo i nuclei ma anche i monti, e nuove iniziative di recupero come questa non sarebbero possibili senza nuove forze e collaborazioni”.  

    In estate sarà invece il lavoro di fienagione nella splendida cornice del Monte Comino ad occupare gli agricoltori dilettanti: un prezioso aiuto per mantenere vivo questo gioiello delle Centovalli. In questa seconda settimana, i volontari saranno accompagnati dalla famiglia Bäschlin dell’azienda agricola Lamatrekking e alloggeranno alla Capanna Monte Comino, un magnifico rustico immerso nel verde, dalle fattezze tradizionali ma operante secondo dei criteri altamente ecologici  Oltre a questa attività di volontariato, il Monte Comino è facilmente raggiungibile in funivia ed è quindi il luogo ideale per un’escursione (da lì parte, ad esempio, il sentiero verso il Rifugio Corte Nuovo fresco di restauro). La Capanna è aperta per ristorazione nostrana e pernottamento da aprile a ottobre; info: 091 798 18 04/ info@montecomino.ch.

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  • Aperte le iscrizioni per l’estate sul campo nel Parco

    06.03

    È vero, l’estate è ancora molto lontana ma per certe avventure occorre muoversi per tempo se si vuole essere della partita. Sono infatti aperte da pochi giorni le iscrizioni a tre campi didattici estivi organizzati da enti e abitanti sul territorio, con il sostegno del Candidato Parco Nazionale del Locarnese. Si tratta di “Il tipì dei quattro elementi” sull’Alpe Casone a Ronco s/Ascona (5-11 agosto e 12-19 agosto), “Orto Loco” in Valle Onsernone (16-19 agosto), ambedue proposti con WWF Svizzera; e la colonia Weltu a Bosco Gurin (30 luglio – 3 agosto) proposta con l’Associazione Paesaggio Bosco Gurin e il Centro Natura Vallemaggia.

    Colonia Weltu Bosco Gurin - 30 luglio – 3 agosto

    “Attività ludiche per vivere, sentire e conoscere la natura”, con questa filosofia il Centro Natura Vallemaggia ripropone per il nono anno consecutivo la colonia diurna a Bosco Gurin. “Il segreto del suo successo? Forse è perché i Weltu sono tornati a sorridere nel bosco? – Risponde divertita la responsabile Rachele Gadea Martini ­– O perché in natura anche le relazioni sono più facili e si diventa facilmente amici di tutti… O perché è bello giocare, cucinare, sperimentare in natura? Penso che la nostra proposta piaccia un po’ per tutte queste cose”. Rivolta a ragazzi dai 6 agli 11 anni, la colonia si tiene dalle 10.00 alle 16.00 nel bosco dei Weltu e nei dintorni di Bosco Gurin. Il paese va raggiunto in modo autonomo. Info e iscrizioni: Rachele Gadea Martini, 076 693 74 40; rachele@cnvm.ch.

    “Il tipì dei quattro elementi” sull’Alpe Casone – 5-11 agosto e 12-19 agosto

    Continua a fare furore il campo natura WWF Svizzera “Il Tipì dei quattro elementi” allestito nella suggestiva cornice dell’Alpe Casone, sui monti di Ronco, con la collaborazione di agricoltori locali. Accampati in un grande prato circondato da boschi di faggio a 1300 metri di altitudine, i partecipanti dei due campi (età 9-11 il primo, 11-13 il secondo) vivranno a stretto contatto con la natura, dormendo in una grande tenda e cucinando all’aperto. Fuoco, aria, acqua e terra saranno i temi che accompagneranno le attività, le esplorazioni e i giochi della nostra vita quotidiana all’insegna della semplicità e dell’armonia con l’ambiente. Info e iscrizioni online: wwf.ch/campi.

    “Orto Loco in famiglia” in Valle Onsernone – 16-19 agosto

    Vivere quasi a chilometro zero è possibile! Scoprite come con “Orto Loco in famiglia”. La sfida è aperta a tutte le famiglie con bambini fino ai 10 anni che sono interessate ad un’esperienza fuori dal comune ma… in comune. Certo perché i partecipanti saranno chiamati a vivere a stretto contatto gli uni con gli altri, riscoprendo insieme il piacere di fare le cose con le proprie mani come per esempio il pane, lo yogurt e la marmellata per la prima colazione! “Il nostro obiettivo è che sia i bambini sia gli adulti tornino a casa con nozioni che poi potranno mettere in pratica, ognuno in base agli spazi che ha – spiega Nadir Cortesi dell’Associazione “Dalla Terra al Piatto” – Punteremo sul concetto di autoproduzione attraverso diverse attività pratiche. In questo i bambini giocheranno un ruolo centrale perché saranno loro a cucinare il pranzo dopo aver raccolto le verdure nell’orto. È proprio grazie a questo approccio che finiscono per mangiare tutto, persino le foglie dei ravanelli!” Insomma un’occasione unica per vivere il presente in armonia con la natura facendo tesoro del passato con un sguardo rivolto al futuro. Info e iscrizioni online: wwf.ch/campi.

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  • A Loco il piatto c’è ma non si vede…

    05.03

    Anche a primavera Casa Schira a Loco è pronta ad essere avvolta dalle tenebre per offrire ai partecipanti della “Cena al buio” un'esperienza davvero fuori dall'ordinario. Assaporare un pasto senza poterlo vedere è certamente un modo per immergersi nel mondo dei non vedenti alla scoperta della loro realtà, ma è anche l’occasione per scoprire qualcosa di noi stessi e dei nostri sensi. Per gli appuntamenti del 16 e 17 marzo ci sono ancora posti disponibili. Il menu comprende un aperitivo con stuzzichini, un primo e un secondo piatto, un dessert, vino e caffè. Il costo è di Fr. 85. p.p. Le iscrizioni sono obbligatorie e devono essere inoltrate entro il lunedì precedente la cena a Thomas Lucas – 079 822 56 34 – cenaalbuio@bluewin.ch.

    Ricordiamo che le cene al buio sono organizzate in collaborazione con Inclusion Handicap e il Candidato Parco Nazionale del Locarnese con il sostegno dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità nell’ambito del progetto “Il bosco nero”.

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  • Hai saputo che si è accesa la luce verde?

    25.02

    LO SAI… CHE LA NATURA E LA CULTURA SUPERANO LE FRONTIERE? 

    Fatti, non parole! 

    “Un ‘parco dal basso’ significa anche che la Confederazione modifica un’ordinanza federale per permettere al nostro progetto di adattarsi al meglio alla nostra realtà territoriale e storica. Ottime notizie arrivano oggi da Berna”, scrive mercoledì il Sindaco di Onsernone e Vice-Presidente del Parco Cristiano Terribilini sui social. I nostri Comuni e Patriziati l’avevano lanciato come un sogno, quello che permettesse di valorizzare, insieme alla Valle Onsernone, la contigua Valle dei Bagni. Questa settimana ce l’hanno fatta, grazie anche al prezioso sostegno dei Comuni di Craveggia, Re, Santa Maria Maggiore e Toceno, portando il Consiglio federale a creare le basi legali per la sua realizzazione. Questo, attraverso due nuovi strumenti: il primo, la revisione dell’Ordinanza federale sui Parchi d’importanza nazionale che permette ora di riconoscere come una zona centrale del Parco Nazionale del Locarnese l’area protetta che sarà istituita dai Comuni italiani proprietari della Valle dei Bagni solo nel caso in cui il Parco fosse approvato in votazione popolare. Il secondo strumento, l’approvazione di un accordo internazionale tra Svizzera e Italia per la collaborazione transfrontaliera. In parole povere, ogni paese crea il proprio tipo di area di protezione e di sviluppo, secondo la propria legge, e va a finanziarla con i propri mezzi. Ciò significa che la politica italiana va a sostenere l’area protetta della Valle dei Bagni e la politica svizzera va a sostenere il Parco Nazionale del Locarnese, con finanziamenti distinti. Su certi temi d’interesse comune si va però a lavorare insieme, in modo concertato, attraverso altri strumenti condivisi. Ne sono un esempio i progetti interreg come il restauro dei Bagni di Craveggia e la valorizzazione della sua fonte termale. Ai bandi interreg si ha infatti unicamente accesso quando sono presenti un partner svizzero e un partner estero che condividono degli obiettivi di sviluppo.  


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  • Luce verde dal Consiglio Federale Consiglio del Parco "Siamo molto soddisfatti"

    21.02


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  • Alla ricerca delle tracce degli animali sulla neve

    19.02


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  • Cosa ti piacerebbe ricevere per San Valentino?

    01.02

    Sabato 3 febbraio… è la giornata dell’“Onsernone Cup” a Vergeletto! Squadre locali e ospiti si sfideranno a colpi di bastone scivolando sul ghiaccio a partire dalle ore 13, mentre il pubblico dei tifosi potrà approfittare della fornita buvette. La finale alle ore 18.


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  • Ci “vediamo” a San Valentino!

    31.01

    Un regalo dal profondo significato sociale: è questa la proposta di Unitas – L’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, Inclusion Handicap e Candidato Parco Nazionale del Locarnese per questo San Valentino. Durante la “Cena al buio” che si terrà martedì 13 e mercoledì 14 febbraio in Casa Schira a Loco le cameriere Marisa e Barbara, invece di farsi guidare, per una volta accompagneranno i commensali nella conoscenza del loro mondo. È così che la “Cena al buio” diventa un’occasione di sensibilizzazione e di integrazione professionale delle persone cieche e ipovedenti.   

    “All’inizio ero scettica: mi era stato più volte proposto di partecipare alla “Cena al buio”, ma mi ero sempre rifiutata per paura di rendermi vulnerabile”, è un’ospite a raccontarci la sua esperienza. “L’anno scorso mi sono fatta coraggio e ci sono andata. È stato bellissimo, mi sono divertita così tanto che in autunno ci sono tornata per la seconda volta! È difficile immaginare cosa succede al buio se non lo si prova sulla propria pelle: si perde la concezione dello spazio e perciò tutti parlano ad alta voce. Si perdono anche le inibizioni e non potendo vedere il cibo, lo si tocca, lo si gusta in modo diverso. Sentivo la mia vicina di tavola leccare il piatto. Poi ridendo, grazie anche ai consigli delle cameriere Marisa e Barbara, si impara a controllarsi”. Quella lanciata da Unitas, Inclusion Handicap e il futuro Parco Nazionale del Locarnese è dunque una sfida a lasciarsi andare e ad avvicinarsi ad un mondo troppo spesso ancora taciuto, quello delle persone cieche e ipovedenti. La “Cena al buio” non è infatti solo un appuntamento gastronomico e un progetto di sviluppo socio-economico che coinvolge produttori e promotori permettendo il reinserimento professionale di persone con disabilità, ma anche e soprattutto un’occasione profondamente umana di incontro e di scambio. Per la Festa degli innamorati, nelle sere di martedì 13 e mercoledì 14 febbraio, sarà loro proposto un menù speciale a sorpresa romanticamente ideato dal cuoco e guida PluSport Thomas Lucas con prodotti di stagione. Il tutto accompagnato da qualche bicchiere di vino locale dall’effetto afrodisiaco.

    La “Cena al buio” sarà proposta anche venerdì 16 e sabato 17 marzo, sempre alle ore 19. Fr. 85.- a persona includono aperitivo e stuzzichini, primo piatto, piatto forte, dessert, vino e caffè. I posti sono limitati a 12 partecipanti e le iscrizioni sono da far pervenire entro venerdì 9 febbraio, rispettivamente lunedì 12 marzo a Thomas Lucas, 079 822 56 34, cenaalbuio@bluewin.ch. Per maggiori informazioni e altre iniziative nell’ambito del progetto generale “Un Parco per tutti: accessibilità a 360°”: parconazionale.ch.

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  • Costruisci una cassetta nido per gli uccellini di Palagnedra

    24.01

    Una giornata tutta dedicata al bosco e agli uccelli, con pranzo offerto, vi aspetta sabato 27 gennaio a Palagnedra!

    Il Municipio delle Centovalli e l’Associazione Protezione Uccelli Selvatici (APUS), in collaborazione con il Progetto Parco Nazionale del Locarnese, invita le famiglie ad un’imperdibile attività e alla visita dell’installazione “Il bosco in una stanza”.

    La giornata comincerà alle 10.00 alla Casa Comunale di Palagnedra, dove le famiglie potranno cimentarsi nella costruzione di cassette nido per gli uccelli sotto la guida di Célia Dias, presidente dell’Associazione Protezione Uccelli Selvatici. Dopo un pranzo offerto si appenderanno le cassette nido alla Casa Comunale e si imparerà il canto degli uccelli giocando. Da non perdere è anche l’installazione “Il bosco in una stanza” dove, infilando la testa in uno dei buchi sul fondo, ci si troverà faccia a faccia con una coppia di picchi, una gazza e una ghiandaia, e si potranno ascoltare l’incredibile varietà di canti degli uccelli che popolano i nostri boschi. Infine, se il ghiaccio lo permette, sarà possibile farsi una pattinata finale sulla pista, quindi… non dimenticatevi i pattini!

    L’installazione “Il Bosco in una stanza” si trova accanto alla pista di ghiaccio e al parco giochi ed è aperta al pubblico tutti i pomeriggi. L’allestimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione di: Ezio Marconi (Comologno), Renzo Ugas (Locarno) e Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino; e al contributo dei diversi artigiani della regione: Elettricità Jelmoni (Brissago), Mayor giardini (Cavigliano), Amman sat (Losone), Cau Danilo trasporti (Palagnedra), LC Rossi (Losone) e Saccol Sagl (Golino).

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  • Lo sai che Knorrli è un Gurijner? Newsletter del Parco, gennaio 2018

    11.01

    LO SAI… COS’È UNO SGRAFFITO? 

    L’omino “Knorrli”, quel pupazzetto vestito di rosso che ogni giorno, o quasi, sbuca sulle tavole di tutti gli Svizzeri. Chi non se lo ricorda?!? Eppure pochi sanno che “Knorrli” è originario di Bosco Gurin e che è stato creato dall’estro dell’illustratore e pittore Hans Anton Tomamichel. Oggi è la figlia Cornelia a prendersi cura del patrimonio artistico lasciato dal padre, tra cui un secondo capolavoro: lo sgraffito “Le quattro stagioni”. Realizzato nel 1965 in una delle sale dell’ex Fabbrica RiRi di Medrisio e da lì recuperato prima della demolizione, questo sgraffito a fresco, ottenuto con l’applicazione di strati di intonaco dai colori contrastanti su superficie umida, necessita ora di un importante lavoro di restauro per essere conservato e tramandato. Un pezzo di storia Walser e anche di storia dell’arte ticinese, nato dal profondo amore dell’artista per la sua terra con le sue tradizioni.


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