Parco: 5 milioni di fatti concreti a sostegno dell’auto-imprenditorialità

News del 27.05

Oltre 5 milioni di investimenti sul territorio in, ad esempio, 21 km di sentieri e 350 ml di muri a secco ripristinati, 6 ha di prati recuperati, 231 attività didattiche svolte con le scuole, 34 visite guidate settimanali o su prenotazione promosse con enti e abitanti e 402 partner coinvolti. È stato presentato questa mattina ciò che le nuove risorse portate nella regione dal Candidato Parco Nazionale del Locarnese hanno già permesso di fare concretamente negli 8 Comuni coinvolti. 153 progetti pilota, proposti dalle comunità locali, che potrebbero moltiplicarsi con l’accettazione del Parco nella votazione del 10 giugno prossimo.

Parlano 153 fatti concreti

Sono oltre 5 milioni, gli investimenti che il Candidato Parco Nazionale del Locarnese ha già permesso di portare nella regione durante la sua sola fase di progettazione. Nuove risorse, povenienti da Cantone, Confederazione e privati, che hanno dato una boccata d’ossigeno ai piccoli promotori che le amministrazioni comunali e patriziali hanno coinvolto permettendo la realizzazione di 153 progetti a favore della comunità, all’infuori della gestione ordinaria del territorio. Questi 153 progetti, che potrebbero moltiplicarsi se il Parco sarà approvato dal voto della popolazione il 10 giugno prossimo, sono stati presentati oggi e si possono trovare pubblicati sul sito parconazionale.ch. Ad oggi, sono già 21 i chilometri di sentieri risistemati o riaperti con il sostegno del Parco, 350 i metri lineari di muri a secco ripristinati, 60'000 i metri quadrati di prati recuperati dall’abbandono, 231 le attività didattiche di mezza giornata svolte con le scuole locali, una quarantina le visite guidate settimanali o su prenotazione promosse con gli enti e abitanti.

Come funzionano i progetti?  

“Il Parco non si sostituisce ai promotori o alle politiche di sostegno già esistenti a livello cantonale o federale, come nel caso dell’agricoltura o dei fondi di promovimento regionale, ma li sostiene e li completa in quanto è un ente sussidiario. Vale a dire un facilitatore”, spiega la Direttrice di progetto Samantha Bourgoin. “A differenza di qualsiasi altro sponsor, il Parco mette a disposizione dei partner, le associazioni o i privati promotori, ma anche Patriziati e Comuni, un accompagnamento nella progettazione, nella raccolta fondi e nella promozione, oltre ad una parte del finanziamento diretto. È questo uno dei due valori aggiunti del Parco: fare le cose insieme, il quale incoraggia gli amministratori pubblici e gli abitanti a lanciarsi in nuove idee. Il Parco stimola la creatività e la microimprenditorialità. Si tratta di un approccio pratico che è stato da subito scelto dal Consiglio del Parco come strategia di sviluppo territoriale e del Parco stesso. Invece di immaginare questo nuovo tipo di Parco tra le mura di un ufficio, unicamente tra gli studi e le carte, Comuni e Patriziati hanno lanciato dei bandi di concorso per progetti pilota aperti a tutti, hanno accolto queste e altre iniziative degli attori locali e hanno lavorato con il territorio per poterne capire e tradurre le esigenze nel Parco migliore possibile. Oggi siamo fieri di questa scelta perché indipendentemente dall’esito delle urne, in questi anni abbiamo già lasciato tanto di positivo e concreto su questo territorio”, continua Bourgoin. “Il secondo valore aggiunto del Parco è poi quello di (ri)portare la gente e creare interesse: ristrutturare o rilanciare un ostello, investire nel miglioramento dei mezzi pubblici non è sostenibile a lungo termine, se non vi è alla base una strategia per attirare i possibii utenti. Nel nostro caso, è il label Parco Nazionale”. Mentre il progetto di Parco Nazionale del Locarnese è già in votazione nei suoi 8 Comuni, i lavori di valorizzazione del territorio proseguono nel segno della continuità e dello sviluppo sostenibile. Ecco alcuni esempi d’attualità.

Aperta la seconda fase dei lavori di recupero sull’Alpe Corte Nuovo

Nel luglio scorso, sull’Alpe Corte Nuovo, il Patriziato di Borgnone insieme con il Municipio di Centovalli e il Parco ha inaugurato il recupero del primo dei due rifugi presenti. Parte ora la raccolta fondi per la seconda fase dei lavori, che prevede la ristrutturazione e valorizzazione anche della vecchia stalla. “L’idea di recuperare i due stabili ormai in stato di abbandono c’era già da tempo, ma con il Parco il nostro piccolo Patriziato ha trovato le risorse umane e finanziarie per imbarcarsi in un’impresa simile”, spiega Mauro Fiscalini, membro dell’Ufficio Patriziale di Borgnone. “Il Parco ci ha fornito una consulenza nella progettazione e nella raccolta fondi, dandoci la possibilità di fare le cose insieme. È un valore importante, uno stimolo a guardare la realtà con un nuovo sguardo di speranza. Il Parco premia l’iniziativa locale, gli enti e le persone che si danno degli obiettivi”. Maggiori informazioni e la possibilità di contribuire al progetto su https://sites.google.com/site/patriziatodiborgnone/.

Partita la progettazione del ponte tibetano tra Moneto e Palagnedra

“Il progetto non risponde ad una moda, ma all’esigenza pratica di collegare due frazioni, tra cui il sentiero non è disponibile a causa di continui franamanenti”, così il Segretario comunale delle Centovalli Axel Benzonelli ha presentato il futuro ponte tibetano tra Moneto e Palagnedra. “Avrà una lunghezza di 330m e si isserà 150m sopra il letto del riale, persino di più del ponte Carasc a Monte Carasso. Sarà integrato nella rete escursionistica e nella rete delle offerte turistiche della nostra valle come un punto di attrazione positivo. La verifica della sua fattibilità non sarebbe stata possibile senza il Parco, poiché non è fra le priorità del Comune. Grazie all’accompagnamento del Parco, si è però potuta cominciare la progettazione preliminare, pensando anche a come risolvere insieme problemi comuni già esistenti come quello dell’accessibilità e dei parcheggi, ad esempio potenziando i mezzi di trasporto pubblici. Il Parco non sarà la panacea di tutti i mali, ma stimola la voglia di fare e di investire anche nelle zone periferiche”. 

Inaugurato il Museo del legno a Cavigliano, aperto al pubblico con attività artigianali e didattiche

È stato inaugurato sabato scorso a Cavigliano il primo Museo del legno in Ticino, che sarà da subito animato dalle attività artiginali e didattiche proposte dal tornitore Roberto Barboni con la moglie Michelle. Al centro dell’esposizione e delle attività vi è la filiera del legno legata alla nostra regione, da come lo si trova in natura fino alla sua lavorazione nel laboratorio di tornitura. “Il Parco non è solo una riserva naturale, ma uno strumento di marketing territoriale che ci aiuta a promuovere il nostro territorio e le nostre attività, sviluppando collaborazioni e sinergie”. Maggiori info: museolegno.ch. “Come quella di Roberto, sono tante le proposte che valorizzano i tesori della nostra regione e che permettono di andare a conoscerli”, aggiunge Samantha Bourgoin. “Sono più di una trentina le guide, enti o privati, che si sono annunciate al Parco per beneficiare di questa piattaforma di promozione, e che sono raggruppate in un prospetto disponibile in più lingue, anche visibile su parconazionale.ch o presso gli infopoints, alberghi e punti di ristoro dell’intera regione”. 

Il prossimo appuntamento con un progetto pilota: la guida agli itinerari botanici e geologici

di Bosco Gurin

Sarà presentata sabato prossimo, il 2 giugno, la Guida ai nuovi itinerari botanici e geologici che si snodano attorno al villaggio di Bosco Gurin, finora conosciuto per le sue particolarità Walser. Oltre alle tipiche costruzioni in pietra e legno, alla lingua e alla cultura Walser, Bosco Gurin presenta ora anche un’interesse naturalistico oggi in parte inespresso. Con questa pubblicazione, curata dal Museo Walserhaus e sostenuta dal Parco, si intende dargli luce e proporre un modo differente per scoprire e visitare la regione, rilanciando la stagione estiva. La presentazione avrà luogo presso la Casa comunale alle ore 20.