Patriziati per il Parco Nazionale del Locarnese

News del 05.06

I Patriziati, e per essi i loro organi esecutivi, sono stati tra i promotori del progetto di Parco Nazionale del Locarnese sin dall’inizio, nell’anno 2000; come tali essi hanno contribuito fattivamente alla “costruzione” del progetto con impegno e piena conoscenza di causa.

Gli Uffici patriziali coinvolti - ai quali è stata rinnovata fiducia dai rispettivi cittadini patrizi con le elezioni del 2017 - sono composti da persone profondamente legate alla loro terra d’origine, che si impegnano per i rispettivi enti pubblici con senso di responsabilità e totale consapevolezza delle condizioni e delle realtà locali specifiche degli enti che amministrano.

L’obiettivo fondamentale degli esecutivi patriziali è, oltre alla sana gestione del patrimonio ereditato dal passato, la promozione di tutto ciò che possa rafforzare lo spirito viciniale guardando al futuro, nell’interesse delle comunità degli originari che essi rappresentano e pure di tutti i domiciliati, in una fattiva sinergia con le autorità comunali e regionali.

I princìpi iscritti nella Carta del Parco, attualmente in votazione negli 8 Comuni coinvolti, rientrano pienamente in questa linea di condotta politico-amministrativa: proprio per difendere e promuovere, in particolare, le residue attività agro-pastorali ed un equilibrato rapporto tra aree aperte e aree boschive del comprensorio interessato al progetto. Ciò sarà possibile grazie ai mezzi finanziari e alla consulenza che il Parco, se istituito, potrà mettere a disposizione degli enti pubblici ed anche dei privati.

I qui sottoscritti Uffici patriziali ribadiscono che il modello proposto è quello, non restrittivo, di un Parco di nuova generazione, assai diverso da quello del Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, nato nel 1914 e soggetto a una legge specifica che ne fa un territorio caratterizzato dalla protezione integrale della natura. Oltre a voler difendere e valorizzare, evidentemente, il prezioso patrimonio naturalistico delle nostre regioni, dal lago Maggiore alle alte valli, il Parco del Locarnese ha come obiettivo fondamentale la difesa e la promozione dei valori culturali, paesaggistici, architettonici, economici e sociali delle popolazioni residenti. Lo dimostra proprio il fatto che soggetta a restrizioni sarà solo una porzione minoritaria del territorio del futuro Parco, già in gran parte privo di interventi e interessi umani: restrizioni che da parte degli oppositori si vogliono invece far passare come eccessive e addirittura letali per la vita attuale e futura degli abitanti delle nostre valli. Gli oppositori sembra misconoscano il progressivo stato di parziale abbandono e lo spopolamento delle alte valli del Locarnese, che si protraggono ormai da decenni. Tendenze che solo grazie ad un progetto come quello sul quale attualmente si discute potranno essere modificate.

Occorre altresì rendersi conto che questo progetto è l’unico valido in un orizzonte vicino. Rifiutarlo significherebbe rimandare di qualche decennio una speranza di ripresa dei luoghi di cui parliamo in attesa di una nuova proposta: ma allora sarà probabilmente troppo tardi.

Alla luce di quanto sopra i sottoscritti Uffici patriziali dichiarano e ribadiscono di sostenere pienamente il progetto di Parco Nazionale del Locarnese, del quale sono e saranno anche in futuro gestori attivi in collaborazione con i Comuni: ricordano pure che restano a disposizione di tutti i cittadini, patrizi e non, per qualsiasi informazione che si rendesse necessaria.

Le Amministrazioni Patriziali di Bosco Gurin, Comologno, Onsernone, Borgnone, Palagnedra e Rasa, Intragna con Golino e Verdasio, Terre di Pedemonte con Auressio, Tegna, Ascona e Losone.