Un Parco ancora migliore

News del 22.03

È stata adottata la versione definitiva della Carta del Parco Nazionale del Locarnese, il documento che ne indica le modalità di funzionamento per i prossimi 10 anni. La popolazione degli 8 comuni interessati dal progetto si potrà dunque esprimere nelle urne il prossimo 10 giugno.


Consultazione con ampio coinvolgimento pubblico

Nel corso di una serie di serate informative gli 8 comuni promotori del Parco Nazionale del Locarnese hanno coinvolto la popolazione e gli attori locali in una consultazione pubblica sulla Carta del Parco. Questi incontri, 11 in tutto e distribuiti nei vari comuni del parco, hanno avuto luogo tra il 10 ottobre e l’11 dicembre 2017. Essi sono stati accompagnati da 45 sportelli informativi e da numerosi incontri bilaterali. La consultazione ha visto anche la partecipazione dei Consiglieri di Stato Claudio Zali e Christian Vitta che con i loro dipartimenti sono coinvolti nei lavori, degli 8 Sindaci e di numerosi municipali, dei responsabili del Cantone e dei tecnici del Progetto di Parco nazionale. Chi voleva esprimersi ha quindi potuto quindi scegliere la modalità che gli era più congeniale. Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, il Consiglio del Parco, i Comuni e i Patriziati, il Cantone e la Confederazione si sono chinati sulle richieste inoltrate a seguito di questa consultazione e hanno integrato nella Carta quanto ha potuto migliorare il progetto stesso.

 

Soddisfazione per il risultato della consultazione

L’ampio processo di partecipazione ha permesso di verificare le modalità del progetto di parco con un ulteriore importante confronto con gli attori del territorio e con la popolazione. Sono state così raccolte 31 osservazioni, che includono anche richieste molto specifiche, inviate ai rispettivi Comuni. La qualità delle richieste raccolte permette in generale di costatare, che gli attori che si sono espressi erano già stati ampiamente coinvolti nei lavori preparatori sui singoli temi e che per questa ragione le richieste pervenute non hanno sollevato problemi di fondo.

 

Le osservazioni inoltrate possono essere suddivise in due tipologie: quelle puntuali, che riguardano elementi precisi del progetto, e altre più generiche. La pertinenza delle stesse rispecchia anche il grande lavoro di coinvolgimento del territorio effettuato dai Comuni e dai Patriziati in questi anni di progettazione e di test effettuati tramite oltre 150 progetti pilota e che ha dunque permesso di integrarne la maggior parte (oltre i 2/3) nei diversi elementi della Carta (Statuto, Convenzione Regolamento Zone centrali e contenuti delle Zone Centrali stesse).

 

La consultazione ha migliorato ulteriormente il progetto

Data la quantità e la qualità delle osservazioni ricevute, il processo di partecipazione pubblica ha premesso da un lato di verificare positivamente la qualità del progetto di parco e dall’altro di accogliere una serie di proposte interessanti che hanno permesso di migliorarne ulteriormente la qualità. Mercoledì 21 marzo, il Consiglio del Parco, dopo esame anche da parte dei Comuni, del Cantone e della Confederazione, ha dunque adottato la versione definitiva dei vari elementi della Carta, i quali sono ora pubblicati sul sito del parco www.parconazionale.ch

 

Il Consiglio del Parco coglie l’occasione per ringraziare tutti gli enti e i privati che hanno partecipato in modo serio e attivo al processo di consultazione, permettendo di avvicinare ulteriormente il progetto alle desiderata della popolazione che si esprimerà nel voto del 10 giugno prossimo. Alla luce di quanto deciso i Comuni, nelle prossime settimane, risponderanno direttamente agli autori delle richieste pervenute.

 

Alcuni esempi

La Società di Pesca Onsernone ha richiesto una leggera modifica della Zona Centrale Gole Isorno- Salmone. La proposta di stralcio non incide sul concetto generale della Zona centrale ed è compensata quasi interamente con la proposta di estensione.

 

Alcune aziende agricole locali hanno chiesto di integrare nelle Zone Centrali alcune aree di pascolo, per esempio sul Salmone e in Val Camana, dove il bestiame, prevalentemente capre, può sconfinare in particolare in determinati periodi dell’anno. Ritenuto che il pascolo tradizionale è previsto anche nelle Zone Centrali e che le aree interessate sono esigue e legate alle aree di pascolo aziendale che si trovano nella zona periferica del parco, le richieste sono state integrate e aggiunte a quelle già presenti nelle nuove cartografie.

 

Sono integrate pure le richieste dell’Unione Contadini Ticinesi che chiedeva di esplicitare nel regolamento che il pastore possa accedere ai pascoli nelle Zone Centrali e di precisare nel piano di gestione il coinvolgimento dell’UTC negli aspetti legati alla promozione dei prodotti locali, al coordinamento Marchio e degli Agriturismi.

 

Il Club Alpino Svizzero, favorevole all’istituzione del parco, avena chiesto di precisare alcuni aspetti legati alle diciture dei sentieri sulle carte, alle aree di sosta, di chiarire che i sentieri situati sul confine di una Zona Centrale appartengono alla Zona Periferica, alla segnalazione delle vie sul terreno, al coinvolgimento da parte del Cantone per questioni che lo coinvolgono e all’introduzione di alcune vie alpine in Zona Centrale. Tutte queste richieste sono state accolte e integrate, così come alcune vie alpine, come per esempio quella che coinvolge la Cresta dei Lenzuoli sul Ghiridone, che è compatibile con la protezione della fauna, non essendo non situata a ridosso di zone in cui nidifica l’aquila.

 

La Via Alta Vallemaggia chiedeva la compatibilità della via alpina che porta alla capanna di Ribia con il loro futuro percorso di Via Alta e questa gli è stata pure confermata.

 

Abitanti e Comuni hanno poi chiesto di ampliare i sentieri di attraversamento delle Zona Centrali in cui si può accedere con cani al guinzaglio o per il trekking con i Lama. Le richieste sono state accolte, per esempio per i sentieri che collegano i Monti di Brissago e il Bosco di Maia.

 

Aggiunte o chiarimenti nel Piano di Gestione

Altri temi sono stati invece inseriti o precisati nel Piano di Gestione, come per esempio il tema della gestione degli organismi alloctoni invasivi, che anche con il parco e anche nelle Zone Centrali continuerà a essere di competenza del Cantone e dei Comuni che potranno naturalmente intervenire. Per la gestione dei grandi predatori, l’autorità federale UFAM ha confermato che, in generale, la zona centrale di un parco nazionale non fa eccezione rispetto alle leggi federali che regolano questo punto e che è soggetta agli stessi criteri del resto del territorio svizzero. Per quanto riguarda quindi il conteggio degli eventuali danni causati dal lupo, essi sono presi in conto anche nelle zone centrali senza differenza rispetto ad altre aree.

 

Per quanto riguarda gli aspetti di polizia e di sorveglianza come definito nell’art. 3.4 del Regolamento delle Zone Centrali, questi saranno esercitati dai servizi cantonali competenti sulla base dei disposti legislativi di riferimento. Ciò significa che queste funzioni sono assunte da organi statali nell'ambito delle rispettive normali attività.

 

L’obiettivo del Parco Nazionale del Locarnese è a promuoverne la visita con i mezzi pubblici, per i quali è stata verificata una strategia che prevede l’intensificazione delle frequenze nel trasporto pubblico e la creazione di posteggi di attestamento nell’agglomerato. Il primo di questi posteggi è allo studio presso la Caserma di Losone, futura casa del Parco.