I giovani sono il futuro: (ri-)avvicinarli alla natura e alla cultura locali con l’obiettivo che un giorno siano loro a prendersene cura, è un modo per assicurare la continuità del paesaggio, delle tradizioni, dei dialetti. È proprio lungo questa “spirale del tempo”, cioè le trasformazioni che un luogo, un oggetto o un’attività possono avere nel corso degli anni, che il Parco propone alle scuole di leggere il nostro territorio, imparando dal passato per interpretare il presente e immaginare insieme il futuro. La farina bona è un buon esempio: in passato era un prodotto di sussistenza integrato nell’alimentazione quotidiana. Con l’importazione di altri cibi come la patata è poi stata in parte abbandonata. Oggi, grazie all’iniziativa dei mugnai di Loco e Vergeletto, è tornata ad essere prodotta in Valle Onsernone come un prodotto di nicchia riconosciuto con il marchio “Slow Food” ed utilizzato anche nella gastronomia. Questo “fil-rouge”, la spirale del tempo, riunisce diversi tipi di attività organizzate con gli abitanti e degli specialisti: uscite didattiche, settimane verdi con pernottamento negli ostelli e concetti d’istituto che riuniscono più classi o più ordini di classi attorno ad un tema. Queste esperienze sono sostenute dal Parco con un contributo finanziario e un accompagnamento nella pianificazione e nel coordinamento. Le prime sono state svolte con le scuole del Parco o che accolgono allievi dal comprensorio del Parco e dal 2013 ad oggi sono così già state realizzate più di 200 mezze giornate sul territorio. L’obiettivo futuro, dopo l’istituzione del Parco, è di estendere queste proposte anche alle altre scuole del Ticino e della Svizzera, in modo da fornire un’ulteriore stimolo all’economia locale.