In sessanta inaugurano il Sentiero del Sole

News del 16.04

Erano almeno una sessantina le persone che domenica si sono avventurate sul rinnovato, e ritrovato, Sentiero del Sole, antica via che un tempo collegava Auressio alle Terre di Pedemonte, oggi di nuovo interamente percorribile anche grazie al sostegno del progetto Parco nazionale del Locarnese che ne ha finanziato parte del recupero. Buon riscontro di pubblico anche per l'attività di sabato pomeriggio organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. Una trentina i partecipanti alla “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo”.

Domenica mattina una sessantina di persone hanno raggiunto Auressio per partecipare all’inaugurazione del ritrovato Sentiero del Sole, storico collegamento tra Onsernone e Terre di Pedemonte dai panorami mozzafiato, il cui recupero stato o possibile to tra Onsernone e TErre di Pedemonte lungo una via a mezza montagna dai panorami mozzafiato.ato il prosismo è stato possibile anche grazie al progetto di Parco nazionale del Locarnese. “Ringrazio Giuseppe Pepo Poncini qui presente, che è la persona all'origine di questa idea, di questo sentiero che permette di collegare Auressio alle Terre di Pedemonte sempre restando a monte della strada cantonale”, ha spiegato il sindaco delle Terre di Pedemonte, Fabrizio Garbani-Nerini, in un breve discorso a braccio prima della partenza. “Il suo nome Sentiero del sole non è casuale, effettivamente - quando non è nuvoloso come ahimé oggi - è esposto al sole per molte ore, anche d’inverno quando invece nei villaggi l’ombra giunge già nel primo pomeriggio. Quanto facciamo oggi è un piccolo esempio di cosa il Parco può fare: l’idea del sentiero è nata dal territorio (dal gruppo sentieri Terre di Pedemonte) poi è stata finanziata da Comuni, da sostenitori privati e infine anche dal Parco, che ha fornito le risorse mancanti per completarlo, in particolare con la messa in sicurezza del nuovo tratto tra Crato e Gerbi (Monti di Cavigliano); Parco che aiuta anche nella promozione accrescendone la visibilità. Il Parco non va visto come una sorta di caserma dove non si può più fare niente, bensì va visto come un ente che coordina, promuove e finanzia le belle idee che vengono dal territorio, idee che vengono dagli enti pubblici, idee che vengono anche da piccoli imprenditori privati che hanno voglia di investire nella nostra regione, sia per il turismo, sia per la produzione di prodotti genuini. Detto questo non mi dilungo oltre, vedo che siamo tutti, quindi avviamoci pian piano sul sentiero…”.

La mancanza di sole non ha intaccato l’umore dei partecipanti che di passo in passo hanno raggiunto la Bettola montana sui Monti di Verscio per rifocillarsi con un buon risotto. Dopo la pausa pranzo, un gruppo di una ventina d’irriducibili ha continuato l’escursione fino a Ponte Brolla dove, stanchi ma soddisfatti, sono giunti attorno alle 16.30. Non è mancata una tappa al Castelliere per vedere il bel lavoro di recupero svolto lo scorso autunno, anch’esso con il sostegno del Parco.

Baciata invece dal sole, la “Passeggiata geo-archeologica alla scoperta di alcune rocce e del loro utilizzo” organizzata dalla Scuola nel Bosco di Arcegno in collaborazione con il Parco. La trentina di partecipanti ha seguito sabato pomeriggio il ceramista Marco Mumenthaler nel bosco attorno ad Arcegno per scoprire un affascinante mondo fatto di cave, fornaci e incisioni rupestri. Rapito il pubblico che ha visto nel percorso il potenziale per creare un sentiero didattico legato al tema; un progetto di cui esiste già una traccia e che potrebbe diventare realtà nei primi dieci anni di gestione del Parco, qualora fosse approvato il prossimo 10 giugno.