La Via Crucis di Comologno si toglie almeno 60 anni!

News del 20.09

Saranno presentati domenica i lavori di restauro che hanno portato a nuova vita la Via Crucis di Comologno, promossi dal Comune di Onsernone, il Patriziato e l’Associazione Amici di Comologno.

Saranno presentati domenica i lavori di restauro che hanno portato a nuova vita la Via Crucis di Comologno, promossi dal Comune di Onsernone, il Patriziato e l’Associazione Amici di Comologno. “Siamo molto soddisfatti dell’esito del progetto”, racconta Vasco Gamboni per Patriziato e Amici, ripercorrendo i primi passi di un’operazione lanciata nel 2012 in modo concertato tra i vari enti. “In quell’anno abbiamo festeggiato il 60mo anniversario del riaffresco delle cappelle con una conferenza della storica dell’arte Maria Will e insieme a lei ne abbiamo inevitabilmente constatato lo stato di degrado dovuto all’usura del tempo e degli agenti atmosferici. Da questo incontro è poi nato, con la collaborazione delle Edizioni Topik, il volumetto intitolato ‘La Nuova Via Crucis di Comologno’ che ha contribuito a mettere in cantiere gli interventi di restauro murario e pittorico”. La Via Crucis con le sue 14 stazioni rappresenta infatti un patrimonio storico, architettonico ed artistico di notevole importanza. Non solo è l’unica conservata integra in Valle Onsernone, iscritta nell’Elenco cantonale dei monumenti storici ed artistici, come spiega l’architetto responsabile dei lavori Maria Rosaria Regolati Duppenthaler, ma racchiude in sé le testimonianze di due epoche ben distinte. Risalente al ‘700, periodo di cui ancora testimoniano gli affreschi sulle volte delle tre cappelle più imponenti, la Via Crucis ospita i moderni affreschi del “Gruppo della Barca”, composto dai ticinesi E. M. Beretta, P. Salati, A. Salvioni e M. Marioni. “Negli anni è stata sottoposta a diversi interventi di risanamento puntuali”, continua M. R. Regolati Duppenthaler. “Nonostante ciò, a causa principalmente delle infiltrazioni di acqua dai tetti e dal terreno, alcune cappelle si trovavano in uno stato di conservazione tale da non poter più rimandare un’azione più estesa. In una prima tornata si è cercato di eliminare le cause di degrado riparando o sostituendo le coperture e intervenendo al piede delle murature. In seguito il lavoro di conservazione e di prudente integrazione dei restauratori ha permesso di rendere ben leggibili sia gli affreschi del ‘700 sia quelli degli anni ’50. Oggetto dell'attenzione non è però stato solo l'apparato decorativo: interventi più o meno incisivi hanno interessato anche gli intonaci, gli elementi in pietra e le cancellate settecentesche”.

 

Si tratta di un progetto fortemente sentito e voluto dagli enti e la comunità locale, “un segno di rispetto e riconoscenza per quello che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità”, nelle parole di V. Gamboni. La sua realizzazione non sarebbe tuttavia stata possibile senza il sostegno di Cantone e Confederazione, del Candidato Parco Nazionale del Locarnese, di fondazioni ticinesi e svizzero-tedesche e in particolare di una famiglia d’origine comolognese. “Il Comune, come gli altri enti della valle, dispone di sempre meno risorse umane e finanziarie per far fronte alla gestione di un ampissimo territorio”, conclude Wilma Gamboni, rappresentante dell’alta valle nel Municipio. “Progetti come questo sono fondamentali per preservare e valorizzare le ricchezze della nostra valle, per poterle così tramandare alle nuove generazioni, ma sarebbero difficilmente realizzabili con le sole forze delle nostre piccole comunità. Oggi come in futuro sono necessari altre collaborazioni e altri strumenti come quello del Parco Nazionale, un progetto di cui il nostro Comune è promotore, grazie al quale sono già state realizzate tante iniziative in vari ambiti come la cura del paesaggio, i sentieri, il turismo… Per fare ciò, il Parco non ci porta solo dei finanziamenti, ma cosa ancora più importante ci mette a disposizione delle persone che accompagnano con noi l’intero progetto, si occupano dei contatti, del coordinamento, ecc.”.  


La presentazione si terrà alle ore 16.00 sul sagrato della Chiesa, da dove si partirà per la visita alla Via Crucis accompagnati dall’Arch. M. R. Regolati Duppenthaler. Per l’occasione alle ore 17.00 il Coro Castelgrande Bellinzona si esibirà nella Chiesa sotto la Direzione del maestro Sergio Pacciorini-Job. Seguirà una bicchierata in collaborazione con l’Osteria Al Palazign. In caso di cattivo tempo, la manifestazione si terrà nella sala multiuso del Palazzo comunale. La pubblicazione “La Nuova Via Crucis di Comologno” è, quanto a lei, disponibile in italiano e tedesco a Fr. 24.- (+ spese di spedizione), e può essere richiesta all’Associazione Amici di Comologno – CP – 6663 Comologno – vagamboni@hotmail.com