Pescatori per il Parco Nazionale del Locarnese

News del 08.06

Gli oppositori al Parco Nazionale del Locarnese affermano che con il Parco non si potrà più andare a pescare. La verità è che la pesca sarà vietata soltanto nelle zone centrali, in cui vi sono solo pochi riali, per di più non pescosi, e dove non si trova alcun laghetto alpino. I fiumi e i riali ricchi di pesce si trovano infatti con qualche eccezione, ad esempio una parte molto limitata delle gole dell’Isorno, nella zona periferica, zona in cui si continuerà a pescare come finora. Va poi anche sottolineato che laddove sulla cartina del Parco un riale o un fiume è indicato come confine di una zona centrale, ciò non significa che il confine passa in mezzo al corso d’acqua, ma che passa a 20 metri dalla riva, se è un fiume, e 10 metri, se si tratta di un riale, quindi che in quel corso d’acqua si può pescare .

Va poi precisato che le poche zone pescose sottoposte al divieto di pesca dal Parco, ad esempio quella piccola parte delle gole dell’Isorno di cui sopra, hanno una funzione molto importante per noi pescatori, perché sono zone riproduttive naturale per i pesci autoctoni, in particolare per la trota Fario. In queste zone si potrà comunque procedere a delle catture di trote per la “spremitura”, ossia per l’estrazione di uova e sperma dei pesci per ripopolare altri corsi d’acqua.

Queste disposizioni favorevoli ai pescatori sono state raggiunte grazie alla stretta collaborazione delle società di pesca interessate dal territorio del futuro parco con i comuni promotori dello stesso. Questa collaborazione ha permesso di tener conto degli interessi dei pescatori nell’ubicazione delle zone centrali del parco. Così anche la Federazione Ticinese di pesca (FTAP) ha fatto le proprie osservazioni e non si è opposta al progetto di PNL.

Dal Parco i pescatori si aspettano anche un aiuto per limitare i prelievi d’acqua nei nostri fiumi e riali, prelievi che in questi ultimi decenni ne hanno ridotto parecchi in tristi rigagnoli, poco adatti alla proliferazione della nostra preziosa fauna ittica. Un altro aiuto molto utile il parco ce lo potrà dare nell’ambito dei diversi progetti di rinaturazione dei fiumi e dei torrenti nella zona periferica del parco. Questi progetti sono particolarmente importanti per noi pescatori perché, ripristinando gli ecosistemi naturali o seminaturali, si permette a termine alla nostra fauna ittica di riprodursi in modo naturale, trovando una possibile alternativa ai ripopolamenti con materiale ittico proveniente dagli stabilimenti riproduttivi. Sappiamo infatti che gli avannotti, allevati nelle nostre pescicolture e immessi in seguito nei corsi d’acqua, sono meno abituati alla forte selezione naturale rispetto a quelli nati in natura. Infine il parco potrà sostenere la pesca anche nelle azioni di monitoraggio della fauna ittica dei nostri corsi d’acqua, azioni particolarmente importanti per essere sempre aggiornati sullo stato salute dei nostri fiumi e dei nostri torrenti, e per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Per noi pescatori, al di là delle ricadute economiche del Parco, che saranno senza dubbio importanti per tutti coloro che vivono nelle nostre valli periferiche, la protezione della natura che ci propone il parco rispetta il nostro principale obiettivo: quello di avere corsi d’acqua sani e con una ricca fauna ittica.

Per i “Pescatori per il Parco”, si firmano:

Bruno Candolfi, Ewan Freddi, Angela Gisler, Claudio Jelmoni, Saverio Martinoni, Flavio Sassi, Vasco Terribilini, Venanzio Terribilini, Madian Vittori, Aurelio Zanoli