Povera e di sussistenza, l’agricoltura nel comprensorio del Parco oggi interessa solo il 3% della sua superficie, poco meno di 5 kmq in cui sono racchiusi un patrimonio paesaggistico, ecologico e storico di grandissimo valore. Ecco perché, con politiche e programmi complementari a quelli federali e cantonali, il Parco sostiene sia gli alpeggi tradizionali caricati sia gli agricoltori nel lavoro di mantenimento degli spazi aperti. Ne sono un esempio l’Alpe Porcaresc in valle Vergeletto, interessata da un importante lavoro di ristrutturazione, e il progetto d’interconnessione agricola nato nelle Centovalli per ottimizzare la gestione delle superfici agricole valorizzandone al contempo la biodiversità e la qualità ecologica. Queste due realtà, ognuna a suo modo, sono depositarie di una tradizione alpina e di un sapere la cui salvaguardia è importante sia per la nostra identità culturale, sia per gli escursionisti, sempre più interessati a usi e costumi dei luoghi che visitano.