Già in epoca antica il territorio del Parco era abitato: celti, leponti e romani vi hanno vissuto lasciando dietro di loro reperti archeologici talvolta unici nel Canton Ticino. Le Rovine del Castelliere sopra Tegna, i ruderi del Castello di San Michele o il Castello preistorico del Balladrum sono infatti preziose testimonianze ancora poco conosciute al di fuori dei confini regionali. Oltre a promuoverne la tutela, il Parco ne sostiene la messa in rete al fianco di altri reperti archeologici presenti oltre frontiera. Con gli attori locali e gli enti di competenza si pianificherà attorno a queste testimonianze un'offerta culturale e turistica del tutto nuova mirata a promuoverne l’immagine. Utilizzando le tecnologie oggi a disposizione si potranno per esempio ricreare forme e dimensioni delle strutture un temo presenti nei vari siti rendendo la visita un’eseperienza maggiromente completa e suggestiva.